Inquinamento, salta la firma del protocollo a Siracusa

Siracusa, Archivio

SIRACUSA. Slitta la firma del protocollo d’intesa per il monitoraggio e la prevenzione dei fenomeni di inquinamento dell’aria. Uno slittamento necessario per approfondire tutta una serie di ”criticità” emerse ieri mattina nell’incontro svoltosi al palazzo della Provincia su convocazione del prefetto Armando Gradone. E su cui non mancano le riserve del Comune capoluogo che attraverso il vicesindaco Francesco Italia ha ufficializzato la posizione già espressa dal primo cittadino Giancarlo Garozzo: «Niente firma del protocollo. La gestione della rete delle centraline Cipa deve passare al controllo dei soggetti pubblici». E questo tema sarà uno degli aspetti che intanto dalla Prefettura fanno sapere sarà ulteriormente «approfondito» nelle prossime settimane. Prima del nuovo tavolo prefettizio che vedrà questa volta anche la partecipazione dell’assessore regionale al Territorio e Ambiente Mariarita Sgarlata. Alla riunione di ieri mattina, hanno partecipato oltre al prefetto ed al vicesindaco del capoluogo, anche il commissario straordinario della Provincia Mario Ortello, esponenti di Confindustria, sindacati, i rappresentanti dei Comuni della zona industriale, il direttore dell’Arpa, ed ancora rappresentanti di Asp e Cipa. Il protocollo in discussione fa seguito a quello già firmato nel 2005 e di cui se ne lamenta ”l’applicazione” e la rispondenza a quelle che sono diventate le emergenze del territorio compreso tra i comuni di Siracusa, Augusta Melilli e Priolo.

«Esprimo soddisfazione - ha detto il sindaco Garozzo - per la posizione di grande responsabilità assunta da Eni rispetto al Cipa. Da adesso per noi inizia un nuovo percorso. Mi farò promotore di incontri con le altre aziende. Il tema della salvaguardia della salute dei cittadini resta prioritario. E con esso dunque anche il controllo sulle emissioni e quindi sulla qualità dell’aria che ogni cittadino siracusano respira».
«Per quanto riguarda la rete di rilevamento del Cipa - ha detto il vicesindaco Francesco Italia - nel corso della riunione abbiamo ribadito l’esigenza di rimediare all’anomalia sulla gestione. Che deve vedere i soggetti pubblici protagonisti, con un impegno dunque anche dell’Arpa. Ma è chiaro - ha aggiunto l’assessore comunale all’Ambiente - che così come previsto chi inquina paga, è chiaro che le aziende devono anche fornire le risorse per garantire il monitoraggio dell’aria. È folle pensare che chi inquina debba anche controllare». Italia ha anche posto l’attenzione sulla «intercalibrazione delle sostanze inquinanti», e quindi sull’assoluta necessità di monitorare sostanze come benzene e xilene.

La soglia di attenzione sulla questione dunque resta alta, così come continuano a registrarsi mobilitazioni e richieste di intervento. L’emergenza inquinamento dell’aria sarà tra l’altro una delle questioni su cui sarà chiamato a confrontarsi anche il consiglio comunale con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati. E questo su proposta della commissione consiliare Ambiente. «Nei prossimi giorni - ha detto il consigliere comunale Alessandro Acquaviva, componente la commissione - torneremo sulla questione. Vogliamo tra l’altro conoscere anche gli esiti degli incontri in prefettura. Al consulente del Comune per l’ambiente abbiamo chiesto una relazione in merito».

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