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Siracusa, allarme inquinamento in città

SIRACUSA. Nuovo allarme cattivi odori ieri mattina nella zona alta della città. Innumerevoli le segnalazioni dei cittadini allertati dalle ”molestie olfattive” su cui da tempo si chiede chiarezza. Episodio che farà oggi da cornice al tavolo prefettizio per un protocollo di monitoraggio e prevenzione dei fenomeni di inquinamento dell’aria tra Siracusa, Priolo, Melilli e Augusta. Protocollo a cui potrebbe non dare il placet il Comune capoluogo. Il sindaco Giancarlo Garozzo, fuori sede per altri impegni, sarà rappresentato dal vicesindaco Francesco Italia e dal consulente Giuseppe Raimondi. «Il Comune non firmerà nessun protocollo - ha detto Garozzo - se le industrie non cederanno le centraline del Cipa alla gestione pubblica. Se non ci sarà questo passaggio nessuna firma. In gioco c’è la salute dei cittadini. Occorre - ha aggiunto - avere certezza di quello che viene rilevato, di cosa è e individuare i responsabili delle eventuali emissioni». Convocati comuni, il direttore dell’Arpa Gaetano Valastro, Asp, Cipa e industrie.
«L’ennesimo episodio delle immissioni riscontrate rimane insoluta e grave» dice intanto il deputato nazionale del Pd Sofia Amoddio ricordando le iniziative intraprese sui temi ambientali: «immissioni inquinanti, bonifiche e riconversione industriale». Parla della richiesta di convocazione al prefetto dei comuni coinvolti e delle parti sociali, delle lettere al ministro dell’Ambiente e alla regione, dell’esposto in Procura firmato anche dal sindaco e dal vicesindaco e ribadisce che «la questione salute, ambiente, bonifiche e lavoro dell’area industriale è questione prioritaria del territorio». «Occorre - dice Amoddio - la presa di coscienza da parte di tutti i soggetti coinvolti e serve un’azione congiunta su più piani: locale, regionale, e nazionale. C’è adesso anche un elemento di novità. La nomina di Mariarita Sgarlata assessore regionale all’Ambiente».
«Il piano di risanamento ambentale - aggiunge Amoddio - atteso da anni sarebbe un importante tassello per avviare una pianificazione delle misure necessarie per risanare il territorio». Attenzione anche sul procedimento di riesame dell’Aia delle aziende petrolchimiche. «Ognuno - conclude Amoddio - deve fare la sua parte ricercando un’unità di intenti». L’assessore regionale Sgarlata intanto sottolinea la valenza dell’incontro di oggi. «Il protocollo - dice l’assessore - ha come punto qualificante l’attività di una commissione tecnica presieduta dal direttore provinciale dell’Arpa che si prefigge l’elaborazione di un codice di autoregolamentazione che consentirà la messa a punto di un modello che al superamento di specifiche soglie di attenzione consentirà di adottare interventi di prevenzione o contrasto dell’inquinamento». Sgarlata ha garantito che seguirà «attentamente con delegati dell’assessorato i lavori della commissione». Per il consigliere comunale di Sel Alessandro Acquaviva componente la commissione Ambiente presieduta da Gianluca Romeo «c’è un problema legislativo che dipende da Ars e assessorato Ambiente. Perchè la norma sull’inquinamento non è specifica su quello industriale. Ci sono parametri - conclude - di cui non si tiene conto, e non sono monitorate eventuali sostanze che si combinano nell’aria. Tutto questo sfugge al controllo».

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