Augusta, più fondi per le bonifiche dall’amianto

AUGUSTA. «La norma che individua l'ospedale ”Muscatello” come centro regionale per la cura delle patologie dell'amianto è importante perchè può scalfire la lobby del silenzio ed è fondamentale avere il dato epidemiologico. La prima cosa da fare è la bonifica soltanto evitando future esposizioni all'amianto si evitano altri malati». Lo ha detto Ezio Bonanni presidente nazionale dell'Ona, che ha promosso il convengo su «Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi derivanti dall'amianto», che si è tenuto sabato pomeriggio nell'aula magna dell’istituto superiore «Arangio Ruiz» di Augusta. «Stiamo realizzando i primi progetti da portare in Europa per accedere ai fondi per la bonifica perchè - ha aggiunto - non farla aumenta i costi sanitari. Chiederemo all'Unione europea di condannare l'Italia a procedure di infrazione per mancanza di bonifica». A sottolineare l'importanza della legge, approvata solo qualche mese fa all'Ars è stato il primo firmatario, il parlamentare regionale Pippo Gianni che ha ricordato anche le ricadute occupazionali che porteranno l'apertura dei cantieri per l'inertizzazione dell'amianto nei vari edifici. «Nella nuova distribuzione dei fondi strutturali 2014-2020 - ha aggiunto - si possono destinare una quantità importante di fondi per la bonifica dell'amianto, c'è la possibilità che al Muscatello, che non chiude vengano grandi professionisti per insegnare ai colleghi e si potrà fare ricerca. La legge è passata e operativa e i due articoli impugnati dal commissario dello stato saranno presentati in altre leggi». Anselmo Madeddu, presidente dell'Ordine dei medici di Siracusa ha ricordato che l'incidenza tumorale ad Augusta è di 600 casi l'anno di vario tipo e ”c'è un problema di accumulo di inquinamento”. «Oggi il Muscatello - ha detto - ha una prospettiva in più, la vera madre di tutte le battaglie è la bonifica perchè se anche chiudessero tutte le industrie paradossalmente i problemi rimarrebbero se non si fanno le bonifiche». Al convegno hanno preso parte anche Giusy Blanco dell'Istituto oncologico del Mediterraneo che ha detto che Siracusa e Palermo sono le aree a più rischio tumori legati all'amianto e Maurizio Nicolosi, direttore di Chirurgia toracica dell'ospedale «Cannizzaro» di Catania.

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