Siracusa, Archivio

Tellaro, Granata: «I mosaici tornino a Noto»

NOTO. Si giocherà sull'asse tra Siracusa e Noto il futuro dei mosaici pavimentali custoditi nella villa romana del Tellaro in contrada Caddeddi, lungo la strada che congiunge la città barocca a Pachino.
L'obiettivo sul quale, all'indomani dell'ultimo sopralluogo congiunto, concordano la Soprintendenza ai Beni culturali di Siracusa, con la numero uno Beatrice Basile, e il comune di Noto, con in testa il sindaco Corrado Bonfanti, è unico: strappare al degrado le tessere musive del IV secolo dopo Cristo anche perché da anni - sin dall'indomani dell'apertura della villa ai fruitori - continua a essere condannata senza mezzi termini la scelta della copertura, quella tettoia in plexiglas ritenuta inadeguata a proteggere i preziosi disegni sia dall'esposizione solare sia dalle infiltrazioni di umidità.
E così mentre è partita la corsa alle possibili soluzioni per arginare l'incuria che regna tutt'intorno a quell'area, dall'ex parlamentare nazionale Fabio Granata, oggi tra i leader di «Green Italia», arriva la proposta di spostare i mosaici dalla villa romana, luogo del loro ritrovamento, in un edificio di Noto.
Una iniziativa sostenuta anche dall’ex assessore comunale Pinuccio Genovesi, oggi consulente del sindaco Bonfanti per la valorizzazione delle risorse culturali e archeologiche del territorio. «È un intervento che si rende necessario - dice Faio Granata - per sottrarli al degrado. Sono ormai anni che chiedo, insieme all'ex assessore comunale Pinuccio Genovesi, il trasferimento dei mosaici dalla villa romana in città. Ora che tutti si sono accorti del disastro - aggiunge Granata - l'operazione di cambiamento della sede va fatta, e senza perdere ulteriore tempo, da parte dell'amministrazione comunale».
Tra gli edifici pronti ad aprire le porte ai mosaici ci sarebbe la chiesa di san Domenico, di recente restaurata, che dal luglio del 2003 al successivo gennaio, mentre si completavano i lavori di restauro alla villa romana, ospitò le tessere musive. «In appena sei mesi - ricorda oggi Granata, all'epoca assessore regionale ai Beni culturali - si contarono oltre sessantamila visitatori».
Altrettanto chiara sull’ipotesi di un trasferimento però è stata la posizione della soprintendente ai Beni culturali di Siracusa, Beatrice Basile. «I mosaici - sostiene la responsabile della Soprintendenza - non lasceranno la villa romana del Tellaro dove furono scoperti negli anni Settanta, e nella quale, ritornati dopo tre decenni, parlano una lingua che non parlerebbero altrove».

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