Siracusa: picchia la compagna in gravidanza, arrestato per lesioni

SIRACUSA. Si è talmente arrabbiato con la compagna, una giovane rumena di 17 anni, al quarto mese di gravidanza, da prenderla a calci. Non ha avuto alcuno scrupolo ad aggredirla nonostante avesse in grembo il loro bambino, forse Memet Costel, 23 anni, disoccupato, senza precedenti penali, connazionale della vittima, è stato sopraffatto dai fumi dell’alcool, fatto sta che si trova in carcere. È stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Siracusa, al comando del maggiore Paolo Sambataro, con l’accusa di lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale, mentre la ragazza è stata affidata ai genitori, che vivono in un appartamento, a Rosolini. L’aggressione è avvenuta nella notte tra giovedì e venerdì scorso, poco prima delle 3, in un’abitazione in via Luigi Spagna, alle spalle del comando provinciale dei militari. La coppia, dalle informazioni in possesso agli inquirenti, non vive da sola, ma in compagnia di altre persone, loro connazionali. Il loro reddito non gli avrebbe consentito di prendere in affitto una casa, del resto il ventitreenne non sarebbe riuscito a trovare un lavoro fisso e ben retribuito. La tensione tra i due sarebbe salita alle stelle, i carabinieri non escludono che, oltre all’alcool, la gelosia possa avere giocato un ruolo importante nella reazione violenta del giovane. La vittima, che è stata colpita al volto, è uscita da quell’appartamento temendo di fare una brutta fine. Non ha avuto nemmeno il tempo di indossare le scarpe, infatti si è recata scalza al comando provinciale di viale Tica ed il primo a parlare con lei è stato il piantone. Non è stata semplice comprenderla, sia per la lingua, in quanto non parla benissimo l’italiano, sia perchè era molto agitata. I militari si sono messi sulle tracce dell’aggressore e sono andati nell’appartamento della coppia ma ad aprire la porta è stato un inquilino, che, in qualche modo, avrebbe cercato di coprire il ventitreenne. Ha assicurato che in casa non c’era ma si trattava solo di una scusa a cui, evidentemente, gli investigatori non hanno abboccato, infatti, dopo un breve sopralluogo, si sono accorti che il compagno della minorenne era a letto, sotto le coperte. Aveva ancora le scarpe e di solito non si indossano quando si va a dormire: i carabinieri della Compagnia ritengono che stesse preparandosi a scappare. Avrebbe provato a reagire ma è stato immobilizzato quasi subito ed è stato accompagnato al comando provinciale dove è stato spiccato il provvedimento di arresto. Tra poco, si presenterà davanti al giudice per le indagini preliminari che dovrà decidere se confermare o meno il provvedimento restrittivo. La vittima è stata trasferita al pronto soccorso dell’ospedale «Umberto I» dove è stata curata dai medici che le hanno diagnosticato ferite al volto giudicate guaribili in tre giorni. Il suo bambino sta bene, stando a quanto è stato fatto trapelare dai soccorritori, e fino alla sua nascita se ne starà nelle casa dei suoi genitori che l’hanno accolta a braccia aperte.

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