Sanità, coro di no all’accorpamento Noto-Avola

Siracusa, Archivio

NOTO. "La bozza di riorganizzazione della rete ospedaliera al vaglio della competente commissione dell'Assemblea regionale siciliana è assolutamente inaccettabile: quel dettato è in aperto contrasto con quanto assicurato a Noto appena tre mesi fa". Vincenzo Adamo, già primario ortopedico all'ospedale Trigona di Noto e oggi presidente del Comitato per la tutela della salute nella zona sud, vuole vederci chiaro e contesta "l'atteggiamento ambiguo e ondivago tenuto dai vertici dell'Asp di Siracusa, che prima sostiene le risultanze del deliberato della commissione Servizi socio-sanitari dell'Ars, salvo poi schierarsi a favore della bozza di riorganizzazione che ripropone quel piano sanitario penalizzante la zona sud elaborato dall'allora assessore Massimo Russo". Un pensiero che preoccupa la comunità netina, che al termine della riunione della commissione parlamentare regionale - presente l'assessore alla Salute Borsellino - aveva lasciato l'aula consiliare con altre idee. Per Adamo, "applicando il vecchio e superato piano, l'area sud della provincia viene defraudata dei posti-letto per acuti, mantenuti dall'Asp all'1,5 per mille abitanti contro il 2,7 per mille attuato nel territorio del siracusano". Perplessità, interrogativi e confusione che Adamo ha manifestato al sindaco di Noto Corrado Bonfanti, già pronto ad essere ascoltato a Palermo. "L'obiettivo - spiega il sindaco - è continuare a garantire a quanti risiedono nella zona sud servizi sanitari efficaci, efficienti e gestiti con criteri di economicità. È certo che lo spostamento dei reparti da Noto ad Avola dovrà avvenire contestualmente all'ingresso delle nuove strutture private al Trigona". Insomma, la linea da seguire è quella che ha trovato un generale consenso: il modello degli ospedali riuniti. Ipotesi che ha convinto pure il deputato regionale Bruno Marziano (Pd): "Per questa opzione mi batto, anche se il mio forte timore è che si possa tornare indietro. Il mio è un secco no al mero accorpamento tra Avola e Noto, che ridurrebbe l'offerta sanitaria. Gli abitanti della zona sud hanno bisogno di una sanità territoriale di buon livello - aggiunge Marziano -, per evitare di far ricorso a quella di altre aree. Occorre però capire come avverrà l'integrazione tra pubblico e privato".
E intanto torna a levarsi la voce del circolo Pd netino: "Gli impegni presi dalla commissione Ars a Noto non si toccano - insiste il segretario cittadino Seby Ferlisi -, e lo stesso vale per i reparti oggi presenti e il pronto soccorso". E come non tornare con la mente a quella non poi troppo nuova idea di offerta sanitaria integrata pubblico-privato: "Su questo aspetto siamo ancora in attesa di un piano chiaro e trasparente di interventi. Ma che sia di aggiunta al miglioramento della sanità pubblica".

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