«O paghi o pubblico le tue foto sexy»: arrestato un siracusano

Siracusa, Archivio

ROSOLINI. Ricattava le donne con cui avrebbe avuto rapporti sessuali minacciandole di rendere pubbliche foto compromettenti se non avessero pagato. I carabinieri hanno tratto in arresto, con l’accusa di estorsione, Alessandro Sessa, 39 anni, siracusano, che è stato fermato, a Rosolini, nella zona della stazione ferroviaria. Si era dato appuntamento con una delle sue vittime, che, stanca di sborsare soldi e di subire le sue intemperanze, aveva deciso di raccontare tutto ai carabinieri. Dopo aver preso i soldi, circa 300 euro, dalle mani della donna, i militari della stazione di Rosolini, al comando del maggiore della Compagnia di Noto, Gennaro Micillo, sono entrati in azione, bloccando il trentanovenne, che è stato prima portato in caserma e poi nella sua abitazione dove si trova ai domiciliari, come disposto dalla Procura di Siracusa.
Nelle prossime ore, l’indagato sarà accompagnato al palazzo di giustizia del capoluogo per essere interrogato dal giudice per le indagini preliminari del tribunale e in quell’occasione avrà la possibilità di difendersi dalla accuse.
La rosolinese non sarebbe l’unica vittima di Alessandro Sessa che, anzi, avrebbe intrecciato relazioni sessuali con altre due donne, una residente a Priolo, la seconda a Palermo. E sono stati per primi i carabinieri della stazione di Priolo, in quel periodo guidati dal maresciallo Santo Parisi, ad accendere i riflettori sul trentanovenne, che, dalle informazioni in possesso agli inquirenti, conosceva le sue vittime su Internet, attraverso alcune chat. Si incontravano e, a quanto pare, nel corso del rapporto sessuale scattava delle foto, ritraendo le donne nei momenti di estrema intimità. Qualche giorno dopo, le contattava, anche al telefono, ed a quel punto gettava la maschera. Prometteva di far girare quelle immagini se non lo avessero pagato e dalla ricostruzione degli investigatori, l’uomo sarebbe riuscito nel suo intento, gonfiando il suo portafogli e rendendo la vita impossibile a quelle donne. Alcune di loro avrebbero raccontato di essere state aggredite, e non solo verbalmente, ma questo particolare deve essere ancora accertato dai militari. Il presunto estorsore avrebbe voluto scucire dei soldi alla rosolinese, che, d’accordo con i militari, gli avrebbe dato appuntamento nella zona della stazione ferroviaria: tutto si sarebbe aspettato tranne di vedere gli uomini in divisa che lo hanno dichiarato in stato di arresto.
Gli inquirenti sono abbastanza certi che il trentanovenne avrebbe attirato nella sua rete altre donne, ma, per il momento, non sono emersi nuovi particolari, anche se, su questo aspetto, gli investigatori preferiscono mantenere un basso profilo, tenuto conto che le indagini sul suo conto non sono finite: i suoi cellulari ed un tablet sono stati posti sotto sequestro. Potrebbero esserci dati ed informazioni in grado di aggravare la posizione del trentanovenne.

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