Noto, un «laghetto» di veleni a Bommiscuro

Il sindaco assicura di aver fatto porre sotto sequestro l’area dove però non è stato ancora installato alcun cartello

NOTO. Un laghetto che continua a destare inquietanti sospetti. È quello di contrada Bommiscuro, alle porte di Rosolini seppure in territorio di Noto, segnalato da NotoAmbiente, costola di Legambiente, circolo nato dalla scissione dall’associazione nazionale. «Cosa nasconde quello specchio d'acqua?», è la domanda che pone Noto Ambiente, che in quella zona ha realizzato un dossier fotografico. «A distanza di quasi venti anni l’immagine che si può cogliere nei pressi dell’ex discarica di Bommiscuro, in un’area privata, è fornita da un laghetto, mentre tutt’intorno non c’è alcun segno di vita. Nessuno sa cosa contenga quell'acqua e nemmeno dove vada a finire. Il sindaco assicura di aver fatto porre sotto sequestro l'area – dicono gli iscritti di NotoAmbiente -, ma non c’è traccia di cartelli, senz’altro eliminati. È compito del Comune di Noto mettere in sicurezza l’area, ricorrendo anche a finanziamenti regionali». Allarmanti gli interrogativi posti da NotoAmbiente: «nessuno sa dove vanno a finire quelle acque, mentre tutt’intorno vi sono attività come serriculture e vigneti. Nelle aree limitrofe molti produttori vinicoli cercano di valorizzare le proprie aziende con prodotti di qualità e hanno lanciato, a scopo promozionale e conoscitivo, le “Strade del vino". Forse è il caso che il Comune intervenga sia per dare una mano a coloro che stanno investendo nel nostro territorio, sia per tutelare l'ambiente». Suggerimenti che lasciano perplesso il sindaco Corrado Bonfanti. “Il Comune è già intervenuto”, dice, ricordando a NotoAmbiente «che le denunce per accertare l’esistenza di responsabilità penali vanno presentate in Procura. Proprio come abbiamo fatto noi», precisa. «Su nostra spinta è stata avviata la procedura che ha portato a verifiche e ispezioni, fino all’intervento dell’Arpa che ha prelevato un campione di acqua per procedere alle analisi. In quell’area fino a qualche decennio fa – ricorda Bonfanti - c’era una discarica, legalmente realizzata, che serviva i Comuni di Noto e Rosolini. Una volta esaurita, più di un decennio fa, è stata chiusa. Nel frattempo percolato, infiltrazioni e acque piovane hanno dato vita a quel laghetto che è stato segnalato da NotoAmbiente. In ogni caso il Comune non si è limitato a denunciare l’episodio: si è anche attivato per risolvere un serio problema che interessa il territorio. È necessario bonificare l’area. Per fare ciò il Comune dovrà prima procedere all’acquisizione del terreno. Ed è proprio quello che abbiamo in animo di fare», assicura Bonfanti.

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