Corteo ad Augusta: «Diritti per loro e per noi»

Ieri la manifestazione della società di pallavolo per chiedere l’utilizzo della struttura
Siracusa, Archivio

AUGUSTA. «Diritti per loro e per noi». «Lo sport è uno nostro diritto». «We are brothers». «Aiutiamo i profughi nel modo giusto, diamogli strutture adeguate». Con questi slogan, ieri mattina, un centinaio di ragazzini under 13-14 e 16 della Pallavolo Augusta, maschile e femminile, con addosso le tute e in mano gli striscioni ha manifestato per chiedere una soluzione alternativa all'utilizzo del palasport di Brucoli per l'accoglienza dei migranti minori. Il corteo pacifico, composto anche da genitori e dirigenti sportivi, si è mosso da piazza Castello, alla villa, ha percorso via Principe Umberto per arrivare in piazza Duomo e ha ribadito che si tratta di una situazione difficile per tutti, che rischia di protrarsi al lungo. Gli atleti che hanno manifestato la loro solidarietà portando vestiti ai migranti e aiutandoli come hanno potuto, militano nel campionato di B2 maschile e C1 femminile e sono costretti ad andare a fare delle amichevoli a Floridia e Misterbianco, con notevoli disagi anche economici per la società e "per i genitori che si sono sobbarcarti le spese per la benzina per accompagnare i propri figli e anche quelli degli altri pur di non a fargli perdere gli allenamenti e che per questo ringrazio"- ha detto Franco Gaeta, dirigente sportivo. Lo stesso Gaeta, insieme a Mimmo Di Franco, all'allenatrice Katya Giglio e ad alcune mamme ha poi incontrato a palazzo di città il commissario straordinario del Comune, Francesco Puglisi che ha ribadito le difficoltà del Comune a trovare, al momento, una soluzione alternativa al palasport. Per gli allenamenti ieri si è saputo, invece, che il comandante di MariSicilia, Roberto Camerini ha concesso la palestra della Marina, così come ha fatto la dirigente Agata Sortino, del primo istituto comprensivo "Principe di Napoli". La Costituente rete civica E a chiedere un intervento urgente alla commissione straordinaria per "trovare una soluzione di concerto per far cessare i gravi disagi e le profonde preoccupazioni dei cittadini", è stata ieri la Costituente rete civica di Augusta, guidata da Silvia Di Grande, che si dice profondamente preoccupata e allarmata e sottolinea anche le difficoltà eventualmente di controllare all'ospedale Muscatello, l'unica struttura ospedaliera esistente "un così elevato numero di immigrati, che necessitano sicuramente di cure idonee e non adeguatamente visitati, per cui si è ingenerata nei cittadini la paura di contagi di svariate malattie".

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