Siracusa, a scuola contro la mafia: "Non dimentichiamo"

SIRACUSA. La testimonianza di Giovanna Raiti, sorella di Salvatore Raiti, il carabiniere trucidato dalla mafia nel 1982, ha aperto ieri mattina, nell’aula magna dell’istituto Martoglio, diretto da Giusy Aprile, le celebrazioni in occasione della giornata provinciale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime di mafia. Un momento di riflessione che ha coinvolto anche altri istituti della città per tenere alta l’attenzione, diffondere la cultura della legalità e di contrasto al fenomeno mafioso. «Deve partire dalle scuole - ha detto Raiti - un percorso educativo per crescere con i principi di legalità e con la consapevolezza di avere il sostegno delle istituzioni contro la parte brutta della società». Nella stessa mattinata un volo di palloncini lanciati in cielo dai bambini dell’istituto comprensivo «Verga» di via Madre Teresa di Calcutta, diretto da Annalisa Stancanelli in sintonia con gli alunni dei plessi staccati, ha siglato l’iniziativa contro le mafie, il razzismo e tutte le forme di discriminazione. Ospite delle iniziative in città l’assessore alle politiche scolastiche, Alessio Lo Giudice che ha ribadito l’esigenza di combattere ogni forma di sopraffazione. I ragazzi del Verga hanno inoltre ricordato Graziella Campagna una giovane vittima di mafia adottata dalla scuola. E il ricordo di Carmelo Zaccarello colpito a morte all’interno del suo bar in Ortigia durante un agguato mafioso nel 1988, è stato celebrato dalla sorella Rosaria nell’aula magna dell’istituto “Karol Wojtyla”. «La testimonianza di chi ha vissuto la perdita di un familiare per mano di mafia - ha detto il dirigente scolastico, Giuseppa Garrasi - è fondamentale per sensibilizzare i più giovani». 

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