Megara Iblea, turisti ad Augusta indignati: «L’area è in totale abbandono»

AUGUSTA. Giacciono abbandonati tra le sterpaglie e le erbacce non tagliate da mesi i resti archeologici di Megara Iblea, la più antica colonia greca della Sicilia, fondata dai megaresi nel 728 a.C. e riportata alla luce dagli archeologi francesi Georges Vallet e François Villard e dagli italiani Luigi Bernabò Brea e Gino Vinicio Gentili. Ad accorgersi dell'incuria in cui si trova l'area circondata da ciminiere ed industrie è stato un gruppo di visitatori che, nei giorni scorsi, ha pagato regolarmente il biglietto e una volta dentro non ha potuto fare altro che notare lo stato di totale abbandono in cui versa, con erbacce che crescono indisturbate sulle passerelle che servono per attraversare le aree archeologiche «che quasi ormai non si scorgono più perché sono nascoste dalla sterpaglia e non si vede bene dove si mettono i piedi. - racconta un visitatore-. Tutti i cartelli, inoltre, sono caduti a terra mentre le tabelle esplicative sono ormai sbiadite dal tempo e illeggibili per non parlare delle mappe ormai scolorite dal sole e indecifrabili. È questo quello che Augusta offre ai suoi turisti?». Non va meglio neanche per la necropoli che si trova fuori dalle mura, diventata ora una vera e propria piccola discarica a cielo aperto, con bottiglie, cartacce e resti di pic-nic che testimoniano anche l'inciviltà di qualche visitatore. Sulla questione è intervenuta anche la sezione augustana di "Italia nostra" che in un nota, inviata anche al ministro dei Beni culturali ed ai Carabinieri della sezione di tutela del patrimonio culturale di Siracusa sollecita la Soprintendenza ai Beni culturali di Siracusa ad intervenire e a ripulire l'area da erbacce, sterpaglie e siepi incolte, che rappresentano tra l'altro un grave pericolo per il rischio di incendi, anche perché l'arrivo della bella stagione induce più visitatori a recarsi all'interno della ex colonia. «Perché in questo momento? perché in un sito archeologico della provincia così importante, si permette che ciò accada? - si chiedono i volontari dell'associazione-. Cosa può esserci di più importante per ignorare un patrimonio comune che giace così abbandonato? Ci appelliamo direttamente alla sensibilità del ministro perché intervenga a porre fine ad uno stato di abbandono inaccettabile e vergognoso. È immorale pregiudicare una delle poche fonti di sviluppo e crescita economico-sociale del nostro territorio. È indispensabile promuovere un percorso di sviluppo virtuoso del territorio, partendo, per esempio, da un progetto di intervento per il decoro di un sito archeologico, che potrebbe intercettare risorse comunitarie per la realizzazione di ulteriori opere di recupero. Urge - concludono - mobilitarsi per frenare questo scempio, affinché della Magna Grecia ritorni allo splendore che da sempre lo ha caratterizzato».

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