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Bocciato il piano di riequilibrio, il Comune di Avola prova a evitare il dissesto

AVOLA. Ci sono e aleggiano forti preoccupazioni per le prospettive future della città dopo la bocciatura da parte della sezione regionale della Corte dei Conti del piano di riequilibrio finanziario pluriennale del Comune di Avola. Dal sindaco Cannata ad alcune forze politiche locali e sindacali, dopo l'incontro di martedì al municipio, il problema reale da risolvere è innanzitutto di evitare e trovare una soluzione per non dichiarare il dissesto finanziario dell'ente le cui conseguenze sarebbe dirompenti per i cittadini, l'erogazione dei servizi e persino per le diverse centinaia di precari Lsu e Asu nei cui confronti pende adesso la spada di Damocle perché rimangono in bilico. Se da una parte il sindaco Cannata ha prospettato tre ipotesi di soluzioni, compresa quella dannosa del dissesto finanziario che pare non intende mettere in atto, da parte di alcuni consiglieri comunali dell'opposizione si è al momento nella fase delle proposte pur riconoscendo la difficile situazione in cui si trova il Comune e la stessa amministrazione comunale per trovare una soluzione poco dolorosa.
A pesare sulla bocciatura del piano di riequilibrio sarebbe stato la forte esposizione debitoria del Comune, passività latente o reale che sia, e in particolare il sospeso lodo arbitrale con l'impresa Astaldi-Di Penda ( il ricorso in appello pende alla Corte di Appello di Roma), che vanta crediti per 16 milioni e mezzo di euro. Ma anche gli altri 6 milioni e 600 mila euro di debiti fuori bilancio e i 3 milioni di euro della tranche del finanziamento ministeriale del progetto di salvaguardia delle coste, utilizzati dalla precedente amministrazione Barbagallo per altri fini, per la quale la Corte dei Conti ha chiesto la ricostituzione del fondo. Per il capogruppo del Pd Sebastiano Passarello, intervenuto durante l'incontro al municipio, " il problema è che con i soldi esterni, quale può essere l'accesso al fondo di rotazione, non si risolve il problema, perché si deve capire se a fine anno il bilancio lo dobbiamo fare veritiero o con i residui attivi, che sappiamo di non poter mai disporre per intero. Con il fondo di rotazione siamo punto a daccapo e sul piano dell'aumento delle tasse abbiamo ormai poco o niente da aumentare perché i tributi sono quasi tutti al massimo." Per il consigliere Michele Murè, "bisogna accertare le responsabilità amministrative".

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