Elezioni Regionali, un nuovo ricorso al Tar Gennuso: «Illegittimi gli atti votati all’Ars»

SIRACUSA. Polemiche, accuse, critiche e annunci di nuovi ricorsi continuano a caratterizzare la contorta vicenda riguardante la sentenza emessa dal Cga per il ritorno alle urne in nove sezioni tra Pachino e Rosolini. Le ultime prese di posizione in merito vedono protagonisti ancora una volta l’ex deputato Pippo Gennuso che ha annunciato un ricorso al Tar sostenendo che «tutti gli atti del parlamento siciliano adottati dopo il 5 febbraio, giorno in cui è stata depositata la sentenza del Cga sono illegittimi», e i deputati eletti Enzo Vinciullo e Bruno Marziano. Il parlamentare del Pd adesso parla anche di legami «tra l’area fotiana del partito ed il centrodestra siracusano» replicando ad un intervento fatto dal ”compagno” di partito Tony Gulino, che sollecitava la data per il ritorno al voto. Marziano parla dell’esistenza di «una intesa cordiale con l’ex deputato regionale Pippo Gennuso che ricalca - scrive - lo stesso tipo di rapporti già esistenti nella città di Siracusa tra l’area Foti-Garozzo, Forza Italia e tutta la ”galassia” del centrodestra». Gennuso dal canto suo sostiene che «il voto degli articoli approvati dall’Ars sul disegno di legge per la Riforma delle Provincia è nullo». L’ex deputato ha denunciato la vicenda anche al commissario dello Stato in Sicilia, il prefetto Carmelo Aronica. Resta in piedi poi il ”dibattimento” sulle conoscenze giuridiche di Gennuso e i suoi legali da una parte, e di Marziano e Vinciullo dall’altra, con accuse reciproche. I due deputati eletti ribadiscono le ”criticità” della sentenza del Cga ,su cui si attendono chiarimenti. Soprattutto su elettorato attivo e passivo. «Sull’elettorato attivo - dice Marziano - non è stato ancora chiarito chi potrà esercitare il diritto di voto. Per quanto riguarda l’elettorato passivo c’è chi è diventato non candidabile, sia per aver assunto cariche che lo rendono ineleggibile, sia a seguito di vicende giudiziarie. Ci sono poi partiti che non esistono più e parlamentari che hanno visto modificare la propria appartenenza». «È stata l’avvocatura dello Stato - dice Vinciullo - a sollevare le difficoltà e le perplessità che sono sorte nell’applicazione della sentenza, chiedendo al Cga di dirci come fare. E non è possibile paragonare il Molise alla Sicilia, regione a statuto speciale, come fa invece Gennuso». «L’assemblea regionale siciliana - continua l’esponente del Nuovo centrodestra - deve determinanrsi e solo dopo la presidenza della Regione potrà indire le elezioni. E fino a quando il Cga non si sarà espresso non cambia nulla in quanto nessuno è legibus solutus». «Non si va a casa per presunte schede ballerine - dice ancora Vinciullo - ma perchè c’è la certezza dell’uso fraudolento della scheda ballerina, come asserisce il Cga e di conseguenza torno a chiedere l’arresto dei presidenti dei seggi, dei componenti degli stessi e dei ladri che non a casa mia, ma al tribunale di Siracusa, hanno rubato i plichi contenenti le schede elettorali». Gli altri deputati eletti e coinvolti nella replica del voto sono Edy Bandiera, Pippo GIanni, Giambattista Coltraro, e Stefano Zito.

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