Pachino, museo del mare nell’ex palmento Ad annunciarlo l’archeologo Tusa

PACHINO. L'ex palmento Di Rudinì diventerà un museo del mare. A ufficializzare l'interesse da parte della Regione per la "trasformazione" della struttura comunale è stata la visita del Soprintendente del mare della Sicilia, l'archeologo Sebastiano Tusa. Ieri mattina, infatti, Tusa ha partecipato all'ex palmento di Marzamemi ad una conferenza sulla fruizione dei reperti scoperti nei fondali marini. "Il nostro compito - ha detto Tusa -, è salvare questi beni ma è importante che poi diventino patrimonio dei cittadini e dei turisti che vengono a visitare la Sicilia". Al dibattito hanno partecipato l'assessore ai Beni culturali, Patrizia Tossani, il comandante provinciale dei carabinieri di Ragusa, il colonnello Salvatore Gagliano, il maresciallo Marco Re, comandante del compartimento marittimo della guardia di finanza di Siracusa, il comandante di Delemare Marzamemi, Pietr Puglisi e il dirigente del commissariato di polizia, Paolo Arena. Ed il luogo in cui i "tesori" ripescati dovranno essere custoditi è proprio l'ex palmento. "Questo luogo - ha sottolineato Sebastiano Tusa - dà ottime opportunità sia di studiare, conservare e restaurare questi reperti, che hanno bisogno di cure iniziali notevoli, ma anche di poterli esporre. Da parte nostra c'è piena disponibilità a collaborare affinchè si realizzi questo luogo di cura e di esposizione". L'obiettivo è anche quello di riportare a "casa" tutti i reperti ritrovati nel corso degli ultimi decenni nei fondali di Marzamemi. "Sono fiducioso - ha continuato il Soprintendente del mare Tusa - che anche la Soprintendenza siracusana sia dell'idea di cercare di recuperare tutti i materiali e poterli esporre qui». Incaricato dall'amministrazione comunale a riorganizzare gli spazi espositivi al palmento, per creare un museo didattico del mare, è stato l'ingegnere Pierpaolo Mallia.
"Stiamo pensando - ha detto Mallia - a spazi espositivi che riprodurranno le aree dove sono stati scoperti i reperti. Inoltre, utilizzeremo delle tecnologie moderne per potere dare informazioni ai visitatori". Ogni reperto, infatti, avrà un microchip che conterrà non solo tutte le informazioni che lo riguardano ma anche del posto in cui è stato ritrovato».

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