Siracusa, giallo nel cantiere della statale 124: gli operai trovano delle ossa umane

SIRACUSA. Stavano lavorando al cantiere per l’allargamento della statale 124 «Siracusa-Floridia» e mentre erano impegnati a sbancare un’area hanno rinvenuto delle ossa. Sono stati gli operai ad accorgersene ed a rivolgersi ai titolari dell’impresa che hanno chiesto l’intervento dei carabinieri.
Al termine delle perizie, è stato accertato che appartengono ad un uomo e non ad un animale, come in un primo momento si era immaginato e soprattutto sperato. Dagli accertamenti compiuti dagli esperti, sembra che la vittima sia un cinquantenne, probabilmente deceduto da parecchi anni. Gli inquirenti hanno avviato le indagini e la prima mossa è stata di fare delle ricerche nel ricco archivio del comando provinciale di viale Tica per verificare quanti casi di persone scomparse e mai ritrovate ci sono state negli ultimi 15 anni. È probabile che il decesso sia avvenuto a cavallo tra il 2000 ed il 2005 e così i carabinieri, agli ordini del comandante, Mauro Perdichizzi, si sono messi a spulciare gli schedari. Un lavoro, che, comunque, richiederà ancora del tempo, molto dipenderà dagli ulteriori accertamenti che saranno eseguiti su quelle ossa e la prova del Dna potrebbe risolvere il caso, che, al momento, è un vero rompicapo. Forse un episodio di lupara bianca ma è solo una delle tante ipotesi sul tavolo dei carabinieri e dei magistrati della Procura, che coordinano le indagini. Non è escluso che il corpo possa appartenere ad una persona di un altro Comune oppure di un’altra provincia. Dubbi che potranno essere sciolti quando saranno ultimati tutti gli esami che non si concluderanno di certo in un paio di giorni. I militari, poco dopo essere arrivati al cantiere, hanno parlato con gli operai che avevano scoperto le ossa ma non sarebbe emerso nulla di interessante, almeno sotto l’aspetto investigativo. Hanno solo raccontato in che modo se ne sono accorti ed avrebbero compreso quasi subito cosa avevano sotto gli occhi.
Sono state avviate le ”bonifiche” nell’area in cui giacevano le ossa per evitare che le prove fossero contaminate.

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