Noto, scoppia lo scontro sul Palazzo del cittadino: «È solo spreco di soldi»

NOTO. L'edificio di piazza Bolivar che per più di 20 anni ha ospitato gli uffici della Previdenza sociale, nel volgere di quindici mesi sarà il Palazzo del Cittadino. Un obiettivo rincorso dal sindaco Corrado Bonfanti che dal momento del suo insediamento, al fine di realizzare un reale risparmio e riunire tutti gli uffici comunali in un'unica sede, ha puntato la sua attenzione su quell'edificio che nei suoi sei piani accoglierà servizi e sportelli.
«Questo significa che dal prossimo anno gli uffici oggi sparsi tra palazzo Ducezio, via Ruggero Settimo, piazza Crispi e via Aurispa (questi ultimi tre locali in affitto, ndr) potranno avere un'unica sede. E anche in termini economici realizzeremo un notevole risparmio», dichiara il primo cittadino. Tuttavia la somma di 1 milione e 550 mila euro impegnata (mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti) per realizzare il Palazzo del Cittadino è ritenuta "spropositata" dal capogruppo consiliare di Noto Nostra, Salvo Veneziano. «Una notevolissima somma spesa molto male», afferma il consigliere d'opposizione. «La scelta di convogliare presso la palazzina ex Inps tutti gli uffici comunali oltre ad essere poco razionale è strategicamente anacronistica», afferma Veneziano, secondo cui «piazza Bolivar è oggi una zona residenziale della città con un'altissima densità abitativa.
Un quartiere di Noto molto frequentato povero di parcheggi e con una viabilità già fortemente compromessa. Il trasferimento degli uffici, una volta concretizzato il progetto - aggiunge - comporterà un grosso disagio per i residenti». Argomenti che comunque non hanno convinto Bonfanti, deciso a realizzare quel suo vecchio progetto. «Sono certo della bontà dell'operazione - afferma senza esitazione il sindaco -: oltre a utilizzare una struttura di proprietà del nostro Ente, che nel tempo procurerà un consistente risparmio per le casse comunali, offriremo ambienti confortevoli al personale a cui daremo dignità, e, al tempo stesso, garantiremo agli utenti servizi tecnologicamente all'avanguardia. Non mi pare cosa da poco realizzare un risparmio su affitti, energia elettrica e riscaldamento».
Di avviso contrario Veneziano, più favorevole alla vendita dell'immobile: «Con il ricavato della cessione dello stabile e con le somme risparmiate per il restauro - afferma - avremmo potuto realizzare un nuovo edificio con ampi parcheggi, garantendoci il risultato di azzerare gli affitti per gli uffici, non ingolfare il centro della città, avere locali moderni facilmente raggiungibili. L'odierna pianificazione urbanistica - dice Veneziano - contempla la realizzazione di centri direzionali in zone periferiche della città dove è possibile accedere agevolmente realizzando anche luoghi di sosta».

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