La Corte dei conti boccia il Comune di Avola, troppi errori nel Piano di riequilibrio

Siracusa, Archivio

AVOLA. "Piano di riequilibrio finanziario del Comune di Avola. Acquisizione di elementi istruttori". È titolata in termine tecnico la prima delle quattro pagine di rilievi inviati con una nota al Comune di Avola lo scorso 4 febbraio dall'ufficio della "sezione di controllo" della Corte dei Conti di Palermo, con la quale si annuncia anche la convocazione per domani alle 16 dell'adunanza istruttoria nella sede di via Notarbartolo, alla quale è stato invitato il sindaco di Avola o un suo delegato per le deduzioni ai rilievi mossi sul piano. Ai magistrati della Corte dei Conti, per quanto si legge nelle quattro pagine, i "conti" sul piano di riequilibrio finanziario approvato prima dalla giunta e poi adottato dal consiglio comunale il 17 marzo scorso, non sembrano tornare.
"Dall'esame del documento ministeriale, risulta che taluni approfondimenti istruttori, richiesti da questa Sezione..., non siano stati sufficientemente sviluppati, o comunque non abbiano trovato soddisfacente risposta. In particolare, si rende necessario, acquisire una serie di elementi informativi concernenti la corretta quantificazione dell'esposizione debitoria delle previsioni di entrata e di spesa, sulle modalità di raggiungimento dell'equilibrio complessivo del piano", è la premessa scritta dall'ufficio controllo dell'organo della magistratura contabile in merito al primo punto di cui vengono contestati alcuni aspetti sulla "quantificazione dell'esposizione debitoria" dell'ente quantificata nel piano di riequilibrio in complessive 220.965,80 euro, da ripianare in cinque annualità, dal 2013 al 2017, con uno stanziamento annuo di 44.194 euro. Con una successiva nota del maggio 2013 il Comune, da qui la richiesta di delucidazioni della Corte dei Conti, ha indicato che lo stesso ripiano debitorio sarebbe stato modulato su quattro annualità, dal 2013 al 2016. Altro punto di rilievo indicato nella nota, è, "l'utilizzo nel 2010 di fondi a destinazione vincolata per 2 milioni di euro, relativi ad un contributo destinato ad opere di investimento (progetto per la salvaguardia delle coste), a suo tempo utilizzati per spese correnti indifferibili e non ancora ricostituiti ( in bilancio)", nonché la richiesta del costo per l'avvio del depuratore fognario ( previsto dal 31 dicembre 2013), stimato in circa 3 milioni di euro".
Inoltre nel piano dei debiti, il magistrato contabile rileva come, "l'ente non fornisce il richiesto prospetto di dettaglio", relativo alle passività, "del contenzioso in atto per risarcimento danni ed interessi per mandato pagamento per un importo stimato in complessivi 32.081.000 euro, di cui una parte, quantificata in 7.122.760 euro, pendente in Cassazione e dunque suscettibile di essere definita nei prossimi 5 anni." La Corte dei Conti ha registrato pure delle "discordanze" sulle entrate tributarie, "i cui totali non collimano con quelli del prospetto relativo alle singole tipologie di tributo, come ad esempio, con riferimento al 2013, il totale delle entrate tributarie ammonta a 14.658.906 euro a fronte di un totale complessivo dei singoli proventi di 12.204.773 euro.

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