"Schede elettorali sparite in Tribunale": un indagato interrogato dalla Procura

SIRACUSA. C’è un indagato nell’inchiesta sul caso della sparizione delle schede elettorali delle Regionali del 2012 dal Palazzo di Giustizia di viale Santa Panagia. L’uomo, secondo quanto emerso nelle ultime ore, sarebbe stato già sottoposto nei giorni scorsi ad interrogatorio, alla presenza del suo avvocato. I magistrati sarebbero arrivati a lui grazie ad alcuni elementi ”oggettivi”, dovuti alla sua presenza nell’edificio.
Su quel nome iscritto nel registro degli indagati, sulla sua conoscenza degli uffici in cui erano contenute le schede elettorali e sul movente che lo avrebbe spinto ad agire, sono concentrati gli interrogativi degli investigatori. L’inchiesta incrocia l’iter della giustizia amministrativa che ha rimesso in discussione l’esito del voto e che soltanto venerdì ha avuto una nuova svolta, quando davanti alla porta del procuratore capo, Francesco Paolo Giordano, si sono presentati i sette parlamentari regionali sino ad ora in carica. Il loro colloquio con il capo della Procura di Siracusa è durato poco più di un’ora ma già oggi dovrebbe essere depositato un esposto con le firme di Bruno Marziano, Stefano Zito, Vincenzo Vinciullo, Pippo Gianni, Edy Bandiera, Marika Cirone Di Marco e Giambattista Coltraro. La loro memoria riguarda i presunti brogli e le responsabilità da addebitare a presidenti e componenti dei seggi.

Una presa di posizione dettata dallo scenario emerso dopo che il Consiglio di giustizia amministrativa ha accolto il ricorso dell’ex deputato Pippo Gennuso, promotore dell’iniziativa legale, richiamando al voto gli elettori di tre sezioni di Pachino e ben sei di Rosolini, rimettendo così in discussione l’esito delle elezioni del 28 e 29 ottobre 2012.

Prima l’impossibilità di accertare, su disposizione della Prefettura, le schede elettorali che, a distanza di mesi, erano sparite dal luogo dove erano state depositate, all’interno dell’edificio. Poi il pronunciamento dei giudici del Cga che hanno avvalorato la tesi sostenuta da Gennuso, e che cioè fosse stato messo in atto, nelle sezioni in cui fra poche settimane si dovrà tornare al voto, un vero e proprio broglio con tanto di schede «ballerine» che avrebbero permesso di falsare il risultato elettorale. E ora, dopo l’interrogatorio dell’indagato, le indagini potrebbero essere ad una svolta.

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