Siracusa, finti poveri e frodi ai danni del Fisco «Scoperte evasioni per 136 milioni di euro»

Siracusa, Archivio

SIRACUSA. Ammonta a 136 milioni di euro l’evasione fiscale in città ed in provincia scoperta dalla Guardia di finanza nel 2013. Ma ci sono altri numeri dell’attività dei militari delle Fiamme gialle nell’anno che è appena andato via, come i 30 milioni di euro di Iva sottratti allo Stato e gli 80 evasori totali che, fino al 2012, erano degli sconosciuti.
Nessuno di loro avrebbe mai pagato un centesimo di tasse “mentre altri 4 hanno omesso di dichiarare oltre il 50 per cento del loro volume di affari” ha spiegato ieri mattina il comandante provinciale della Guardia di finanza, Antonino Spampinato nel corso della conferenza stampa tenutasi nella caserma di via Epicarmo con tutto il suo stato maggiore. Il giro di vite è stato impresso a numerose aziende, infatti sono stati denunciati in Procura 59 imprenditori accusati di frode e di reati in materia fiscale.
Il caso della zona industriale
Nel corso di un accertamento nei confronti di un’azienda edile, i militari della compagnia di Augusta hanno scoperto che 85 dipendenti, praticamente l’intera forza lavoro, erano in nero. Percepivano nella loro “busta paga” una retribuzione netta, pulita dai versamenti contributivi e previdenziali. Una formula che avrebbe consentito al personale di ricevere più soldi e all’impresa di risparmiare circa 4 milioni di euro in tasse ed oltre 400 mila euro in contributi. Un’altra azienda, specializzata nella produzione di porte, avrebbe usufruito dei soldi della Cassa integrazione pur non avendone diritto. I proprietari avrebbero prospettato una situazione economica disastrosa e le loro documentazioni devono avere convinto il governo ad erogargli gli ammortizzatori sociali. Con quei soldi, circa un milione di euro, pagavano metà stipendio ai propri dipendenti.
Il contrasto al lavoro nero
Sono stati 143 i lavoratori completamente in nero scoperti dai finanzieri nel 2013. Ne sono stati trovati 65 irregolari, nel senso che erano assunti con contratti anomali, mentre sono 34 i datori di lavoro che sono stati sanzionati. «A seguito degli interventi di natura fiscale, numerose società – ha spiegato il comandante provinciale della Guardia di Finanza - hanno aderito ai processi verbali di contestazione redatti nei loro confronti consentendo così il recupero a tassazione di elementi positivi di reddito, al netto dei costi riconosciuti, pari a 34 milioni e 393 mila euro». Sull’emissione degli scontrini, la Finanza ha compiuto 4454 controlli, registrando 1984 violazioni. «Sono state inoltrate 71 proposte di sospensione dell’attività per reiterate – ha aggiunto Spampinato – violazioni all’emissione dello scontrino o ricevuta fiscale e sono stati eseguiti 55 provvedimenti di chiusura».
Spesa pubblica e lotta alla mafia
Le indagini della Finanza si sono concentrate anche sulle aziende che hanno percepito finanziamenti pubblici. Nel 2013, i militari hanno svelato che 913 mila euro sarebbero andati a finire, illegittimamente, nelle casse di due aziende, che avrebbero ottenuto i fondi destinati ad attività turistiche. Le Fiamme gialle della tenenza Priolo-Melilli hanno denunciato 129 persone, che si erano spacciate per braccianti agricoli al fine di incassare le indennità di disoccupazione e altri incentivi previsti dalla legge.
Scovati anche degli studenti finti poveri che avrebbero nel complesso sottratto allo Stato, sotto forma di borse di studio e buoni libri, 1687 euro. Nel campo della lotta alla mafia, i finanzieri hanno compiuto sequestri di beni accumulati con attività illecite comprese quelle non strettamente legate a Cosa Nostra, pari a 6 milioni di euro. Sono state 23 le persone segnalate per associazione mafiosa: «Abbiamo proceduto – ha concluso il colonnello Spampinato - al sequestro di un’impresa edile, un panificio, un minimarket, 5 autoveicoli, una moto, nonché conti correnti, titoli e denaro contante per un importo totale pari a 4 milioni di euro».

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