Siracusa, il voto per l’Ars: sei deputati in Procura

SIRACUSA. L’ex parlamentare regionale Pippo Gennuso non nasconde la propria soddisfazione per il pronunciamento del consiglio di giustizia amministrativa. Ma adesso a chiedere l’intervento della Procura sono tutti gli altri deputati regionali eletti nel collegio di Siracusa. I sei componenti dell’assemblea regionale che insieme a Gennuso dovranno riaprire la compagna elettorale ed attendere l’esito del voto nelle nove sezioni cosiddette ”incriminate” tra Rosolini e Pachino, come disposto dal giudice del Cga. E così mentre ieri Pippo Gennuso accompagnato da uno dei suoi legali, Pinello Gennaro, ha ribadito le ragioni della sua battaglia ed il convincimento di avere ottenuto giustizia tornando a sottolineare tutti i ”passaggi e le anomalie” che lo hanno condotto fino al Cga.
Dall’altra parte si apre un nuovo capitolo. A scriverlo questa volta i deputati Enzo Vinciullo, Pippo Gianni, Bruno Marziano, Stefano Zito e Giambattista Coltraro. Con loro anche Edy Bandiera da poche settimane all’Ars dopo la sospensione del collega di partito Pippo Sorbello. I sei deputati si sono dati appuntamento questa mattina davanti agli uffici della Procura. Consegneranno la sentenza del Cga e relativamente al caso della cosiddetta ”scheda ballerina” menzionata nella stessa sentenza chiederanno che si proceda conseguentemente. «Io ho fatto la mia battaglia fino in fondo perchè ero convinto e lo sono adesso più che mai di essere nel giusto - ha detto Gennuso - ci sono state vicende poco chiare ed io non mi sono arreso. Ho raccontato tutto anche alla Procura. Adesso attendo solo la data del voto». «Una vicenda complessa - ha detto l’avvocato Gennaro - che avrebbe potuto essere chiarita anche prima». Il voto dovrà essere espresso entro due mesi. Intanto al procuratore Francesco Paolo Giordano questa mattina le richieste che i sei deputati presenteranno sono più di una. «Chiederò la revoca di questa sentenza - dice Marziano -, le elezioni nelle nove sezioni in questione al limite dovevano essere annullate». «La verità - aggiunge il deputato del Pd - è che le vittime sono diventate carnefici ed i carnefici diventano vittime. Il Cga parla di scheda ballerina, è questo è reato penale. E allora si scopra chi ha commesso il reato. Così noi diventiamo vittime della mancata vigilanza sulle schede. È tutto un imbroglio, degno di essere portato alla Corte di giustizia europea». «Mi sono ritrovato dentro a questa storia senza sapere come - dice il deputato del Movimento 5 stelle Stefano Zito - il seggio del movimento non è assolutamente a rischio visti i voti che abbiamo raccolto alle regionali. Ma il pronunciamento del Cga lede la mia onorabilità di deputato e offusca l’immagine del movimento. Occorre adesso chiarezza».
Una chiarezza che viene invocata anche sulla posizione dei deputati siracusani all’Ars. Il presidente dell’assemblea poche ore dopo la sentenza del Cga aveva rigettato l’ipotesi di decadenza per i sei deputati. «Ritengo che questo aspetto sia stato già chiarito - dice Edy Bandiera dell’Udc - ma adesso è necessario che ci siano tutti gli approfondimenti possibili sulla vicenda. La verità deve venire fuori». «Non entro nella sentenza - dice Enzo Vinciullo del Pdl - perchè ho imparato a mie spese che le sentenze si applicano e non si discutono. Ma nel nostro Paese c’è ancora rispetto per la separazione tra potere legislativo e potere giudiziario. Il Cga non può pronunciarsi sulla decadenza o meno di un deputato, questo è di esclusiva competenza dell’assemblea». Gianni torna poi a sottolineare tutta una serie di interrogativi ”su chi dovrà votare, su chi saranno i candidati, ma anche sulla necessità di fare luce su tutti gli aspetti della vicenda”. A partecipare alla competizione elettorale nelle 9 sezioni di Rosolini e Pachino ci sarà anche l’ex assessore regionale Pippo Sorbello, nonostante sia attualmente sospeso dalla carica di deputato regionale. Si paventano anche ”denunce” nei confronti di presidenti e componenti delle sezioni ”chiamate in causa” e le figure che avrebbero dovuto assicurare la vigilanza sulle schede. Secondo i calcoli fatti da alcuni deputati si parla di 54 persone coinvolte.

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