Cede un altro pezzo della Provinciale 23 Il sindaco di Palazzolo: «Finire i lavori»

Siracusa, Archivio

PALAZZOLO. Ancora cedimenti sulla provinciale 23 che da Palazzolo porta a Giarratana e ai comuni del Ragusano. Dopo due anni dalla frana che ha colpito la zona, con le ultime piogge dei giorni scorsi la carreggiata si è ulteriormente deteriorata creando un avvallamento molto pericoloso. La strada venne chiusa dalla Provincia, che è l'ente proprietario, ma sarebbe utilizzata spesso da quanti devono recarsi nel Ragusano. Interventi risolutivi finora non ne sarebbero stati fatti e nonostante le rassicurazioni che la Provincia aveva dato nei mesi scorsi il progetto è ancora fermo. La chiusura della strada e il mancato intervento di riqualificazione hanno messo in ginocchio le tantissime aziende agricole della zona. A rischio non solo l'economia rurale ma anche il transito dei tanti fornitori che non riuscendo a raggiungere le aziende agricole finiscono con il rinunciare agli incarichi. I residenti e gli agricoltori avevano avviato una petizione per sollecitare gli interventi ed erano pronti anche ad un'azione legale per chiedere che il progetto si potesse sbloccare. La richiesta è stata quella di poter avviare i lavori in anticipo prima della stagione delle piogge. Ma poi è arrivato l'inverno e la strada è rimasta nelle stesse condizioni; anzi le frane sarebbero aumentate e ci sono danni anche sulla carreggiata piena di fango che dopo le precipitazioni rimane depositato sull'asfalto. «La prossima settimana mi recherò ancora una volta a Palermo - spiega il sindaco di Palazzolo Carlo Scibetta - affinché il progetto possa sbloccarsi. È necessario che ci siano le risorse necessarie, come spesso annunciato, in modo da intervenire sulla strada e aiutare i residenti». La Provincia, prima della fase di commissariamento, aveva presentato un progetto di massima, che doveva ricevere un finanziamento di un milione e 600 mila euro, dicendosi pronta intanto a un intervento di manutenzione proprio nel tratto crollato, per poi avviare l'intervento radicale su tutta la provinciale, fino all'intersezione con il territorio di Ragusa. L'iter per il progetto sarebbe fermo al Dipartimento regionale di Protezione civile. Nessun passo ulteriore però è stato fatto e adesso i residenti tornano a chiedere che la Provincia faccia la propria parte. Intervento chiesto anche da Scibetta per sbloccare le risorse necessarie almeno per intervenire sulla zona franata. «Speriamo - aggiunge il sindaco - che la situazione possa sbloccarsi». L'unica strada alternativa alla provinciale 23 è quella che porta in contrada Poi: su di essa sono stati ultimati da alcuni mesi i lavori di ammodernamento, che sono stati realizzati dalla Provincia. La strada fino all'intersezione con il territorio di Ragusa è stata adeguata, rifatto l'asfalto e la segnaletica, ma anche le mura di contenimento. Un primo passo quindi per collegare le due province e consentire quindi ad altre aziende di non rimanere isolate.

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