Siracusa, Archivio

Ospedale di Siracusa, cento giorni di attesa per la Tac

SIRACUSA. Lunghe liste di attesa nelle strutture sanitarie della provincia: fino a cento giorni per una Tac all’addome o 115 giorni per una mammografia. A denunciarlo i volontari del Tribunale per i diritti del malato, guidati da Pasqualino Zappulla, che nella sede, all’ospedale «Umberto I», ricevono le lamentele degli utenti. I volontari nei mesi scorsi, in particolare a novembre, hanno monitorato i dati sulle liste di attesa, forniti tra l’altro dall’Asp e pubblicati sul sito aziendale. Le maggiori criticità riguarderebbero soprattutto la radiologia. Per una risonanza, dati di novembre, ad esempio l’attesa arriverebbe a duecento giorni, per una prova da sforzo cardiaca l’attesa è di un anno. «Nelle scorse settimane - spiega Zappulla - abbiamo sollecitato l’Asp ad intervenire per ridurre le liste di attesa. E con l’inizio del nuovo anno torniamo a chiedere un intervento immediato, per evitare le fughe di pazienti verso altre province».
I dati non sarebbero molto differenti per quanto riguarda il mese di dicembre. Ma ad incidere è anche quanto scritto sulle prescrizioni mediche: spesso, infatti, i pazienti sono costretti ad attendere a lungo in quanto si tratta di esami non urgenti e quindi programmabili. Criticità che andrebbero superate con prescrizioni più adeguate. Da qui l’appello dei volontari del Tribunale. «Abbiamo evidenziato all’Asp le carenze maggiori - aggiunge Zappulla - a cui porre rimedio per colmare poco a poco il gap che ci distanzia da realtà sanitarie come la vicina Catania, ma anche Ragusa». E proprio per fronteggiare queste emergenze che la direzione dell’Asp ha avviato alcuni interventi per ridurre le liste di attesa in molti settori. Inoltre c’è un nuovo decreto assessoriale, come sottolinea il coordinatore del dipartimento di Scienze radiologiche Giuseppe Capodieci, che riguarda la radiologia e l’appropriatezza delle prestazioni: potranno essere fatte solo dopo la visita radiologica. «Per quanto riguarda le Tac - spiega Capodieci - abbiamo risolto il problema sopratutto per le prestazioni con codice B, breve, che si fanno entro dieci giorni. Ed è questo che bisogna chiarire: occorre fare gli esami giusti al momento giusto per questo è fondamentale l’appropriatezza delle prestazioni». «Occorre distinguere tra le diverse prestazioni - spiega il commissario straordinario dell’Asp Mario Zappia - se siano programmabili, urgenti o brevi. Sono disponibile a qualunque confronto e in ogni caso abbiamo avviato molti interventi per risolvere i disagi e qualche criticità rimane solo in alcune branche. Speriamo quindi di arrivare in breve tempo a raggiungere i risultati sperati».

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