Teatro di Siracusa, Italia: antincendio non utilizzabile

L’assessore al Centro storico replica alle critiche di Vinciullo: «Le sue sono illazioni spiacevoli. I fatti dicono che l’impianto non è conforme a quanto previsto dal progetto»

SIRACUSA. Una perizia che lascia spazi a pochi dubbi e una ”maledizione” che non sembra voler abbandonare il teatro comunale. Non sono arrivate buone notizie dall’esame effettuato dal perito nominato dal Comune per verificare l’impianto antincendio che ”corre” lungo la struttura di via Roma. Le parole dell’esperto diventano così enormi punti interrogativi sulla riapertura del teatro che in gran parte è stato completato. Ma i risultati della perizia, secondo l’assessore comunale al Centro storico, Francesco Italia, mettono soprattutto a tacere «le spiacevoli illazioni» del deputato regionale Enzo Vinciullo che «accusa l’amministrazione di essersi inventata una scusa per non aprire il teatro». «Nella perizia - ha dichiarato Italia - si parla di materiali non conformi, di una esecuzione dei lavori difforme da quanto previsto dal progetto. Di fatto, l’impianto non solo è totalmente inservibile ma è anche pericoloso». Parole che suonano come macigni. «Non ho alcuna intenzione di fare polemica con Vinciullo - ha aggiunto l’assessore al Centro storico - ma vorrei capire di cosa parla visto che la perizia va nella direzione che noi abbiamo già anticipato». I lavori per l’impianto antincendio sono stati realizzati con i fondi della legge 433 per la Ricostruzione post sisma quando l’esponente del Nuovo centrodestra era assessore comunale. Vinciullo ha ricordato che «nel 2011 l’impianto, mai entrato in funzione, ha superato il collaudo tecnico» e ha evidenziato come l’impresa che lo ha realizzato «si è resa disponibile ad accertare eventuali anomalie e difformità» invitando il Comune «prima di chiedere i danni a convocare direttore dei lavori e collaudatori».
Di poco difendibile ci sono le condizioni attuali dell’impianto, inutilizzabile. «Invito alla cautela - ha continuato Italia - perchè non si possono esprimere opinioni senza avere conoscenza dei fatti. Fortunatamente una perizia ufficiale va al di là di ogni interpretazione volutamente faziosa. Piuttosto mi indigna e respingo fermamente l’idea che l’amministrazione cerchi scuse per non aprire il teatro quando tutti stiamo lavorando costantemente con l’obiettivo di completare prima possibile la struttura». Se da un lato Vinciullo in qualche modo invita il Comune a pensare bene i passi da compiere, anche rispetto alle richieste di risarcimento danni all’impresa che ha realizzato l’impianto, dall’altro Italia ribadisce la fermezza dell’amministrazione rispetto all’accertamento delle responsabilità. «Questi lavori sono stati fatti con soldi pubblici - sostiene l’assessore al Centro storico - e nel caso in cui dovesse essere registrato uno scollamento tra il progetto e la realizzazione qualcuno dovrà spiegare, nelle sedi opportune, come questo sia potuto accadere». Di fatto, insomma, non sembra escluso il ricorso in Procura da parte dell’amministrazione, soprattutto per quanto riguarda il collaudo dell’impianto.
Oltre all’accertamento delle responsabilità, però, ci sono anche i lavori da completare. «In questo momento - ha concluso Italia - stiamo cercando di capire come fare funzionare l’impianto. Abbiamo incontrato i vigili del fuoco per capire se possiamo rendere funzionante l’impianto attuale o se dobbiamo ripensare completamente. Ma non posso consentire a nessuno di dire che questa amministrazione non si sta impegnando per restituire il teatro alla città».

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