Teatro chiuso per l’impianto antincendio Vinciullo: «Un polverone creato ad arte»

Il parlamentare: «L'impianto è stato progettato sette anni fa quando ero assessore alla Protezione civile e nel 2011 ha superato il collaudo tecnico ma non è mai entrato in funzione»

SIRACUSA. «Questa amministrazione comunale sta sollevando un polverone in merito all'impianto antincendio del teatro comunale, solo ad arte per posticiparne ancora l'inaugurazione e coprire precedenti responsabilità». Lo ha sottolineato il parlamentare regionale del Nuovo Centrodestra, Vincenzo Vinciullo, non lesinando un affondo al sindaco Giancarlo Garozzo ed agli assessori al Centro storico, Francesco Italia e ai Lavori pubblici, Alessio Lo Giudice che nei giorni scorsi avevano effettuato un sopralluogo all'interno del teatro comunale rilevando anomalie strutturali nei materiali utilizzati per l'impianto antincendio. Al punto che l'amministrazione comunale ha anche affidato ad un perito l'incarico di verificare se l'opera sia stata realizzata a norma e nel caso questo non fosse stato riscontrato è stata preannunciata l'intenzione di chiedere i danni all'impresa. «Vorrei ricordare al sindaco ed ai suoi assessori - ha spiegato Vinciullo - che l'impianto è stato progettato sette anni fa quando ero assessore alla Protezione civile e nel 2011 ha superato il collaudo tecnico, ma non è mai entrato in funzione. Forse chi era prima assessore al Centro storico ed adesso riveste l'incarico di presidente del consiglio comunale (Leone Sullo) potrebbe spiegarne i motivi. Prima di pervenire alla richiesta di danni alla ditta incaricata, oltre ad un approfondimento delle metodologie impiegate da parte della Procura, andrebbero convocati il direttore dei lavori e i collaudatori. Peraltro l'impresa si è resa disponibile ad accertare eventuali anomalie e difformità». Vinciullo fa anche riferimento ad una polizza assicurativa che è stata stipulata prima dell'affidamento dei lavori. «Gli attuali amministratori forse non hanno letto bene i contenuti dell'appalto - ha rilevato il deputato regionale - a loro dico che avevo consentito lo sblocco di oltre un milione 300 mila euro di risorse contenute nella legge 433 per il sisma del 1990 e che quei fondi sono stati spesi per il completamento dell'opera. A chi afferma in maniera balorda, inoltre, che potrebbero essere aumentati i posti a sedere dico che il progetto originario stabilisce che i posti siano 498 e che la stessa commissione regionale ai pubblici spettacoli ha disposto ben trentasette prescrizioni che impongono questo limite per situazioni di sicurezza. In ultimo a chi dice che l'impianto antincendio a gas sarebbe stato più utile rispondo che l'attuale sistema è al momento quello più moderno e sicuro. Ritengo che questa amministrazione comunale debba fare una riflessione e conoscere bene i fatti di cui si parla, ma comprendo anche che essendo una gemmazione di quella precedente, è un tentativo impossibile».

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