Assistenza ai disabili a Siracusa, allarme dell’Anffas: «Taglio dei servizi per mille persone»

SIRACUSA. Trecento operatori rischiano di perdere il lavoro e oltre 1000 persone il servizio di assistenza. E' quanto si potrebbe verificare dall'1 gennaio per l'assenza del piano di zona che dovrebbe essere predisposto dal Distretto socio sanitario D 48. A denunciarlo l'Anffas di Palazzolo ma anche la sezione di Siracusa e degli altri comuni. Ieri mattina a Siracusa in via Brenta il presidente dell'Anffas regionale Giuseppe Giardina e quello della sezione cittadina Ferdinando Peretti hanno denunciato quanto sta accadendo. Nei giorni scorsi è arrivata una comunicazione da parte dei Comuni alle associazioni: dal 31 dicembre interruzione dei servizi di assistenza domiciliare disabili e anziani, assistenza domiciliare integrata, centri diurni dei disabili, asili nido, educativa per i minori. A fare parte de distretto D 48 sono i comuni di Siracusa, Buccheri, Buscemi, Canicattini, Cassaro, Ferla, Floridia, Priolo, Palazzolo, Solarino e Sortino. La Regione ha emanato le direttive per elaborare i nuovi piani di zona, che però non sono stati ancora approvati. Quindi le risorse ci sono ma manca la programmazione. "Da un anno diciamo le stesse cose - afferma Giardina - abbiamo un governo insensibile, sordo che non vuole ascoltare, abbiamo chiesto spesso un tavolo tecnico per programmare tutto in tempo. I centri sono fonte di vita per i nostri figli e l'assenza di questi servizi recherà enormi disagi". Da qui l'appello a proseguire il servizio con il vecchio piano di zona per garantire una continuità fino all'approvazione del nuovo piano. Ma sarebbero pronte anche alcune azioni legali per assicurare il servizio. "Non si può interrompere il servizio così - spiega Peretti - con una comunicazione scritta. Resisteremo fino alla fine. Mancavano le linee guida e ci siamo salvati con la rimodulazione delle risorse, adesso invece si torna indietro". L'attività a marzo è stata sospesa a Cassaro, Ferla e Buscemi, negli altri comuni è continuata con le somme residue fornite dai comuni. Tante le attività promosse dall'Anffas per questo Natale con spettacoli e momenti di condivisione. "Senza il centro - rileva l'educatrice Marcella Pira - i ragazzi non avrebbero alcun impegno". All'incontro di ieri anche alcune famiglie. "Questi centri sono fondamentali per i nostri figli - racconta una madre Maria Bosco - non sono un parcheggio ma dei luoghi dove si fanno attività. Se i servizi si fermano quello che hanno conquistato lo perdono".

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