Lentini, disco verde per il Comune Pagati gli stipendi e le tredicesime

LENTINI. Sono stati pagati, ieri mattina, gli stipendi e la tredicesima ai 250 dipendenti comunali di Lentini ai quali il giudice aveva pignorato gli emolumenti a causa di una debito di 4 milioni di euro contratto dall'Ente con la ditta «De Geronimo» per dei terreni espropriati alla fine degli anni '80. Il giudice del Tribunale di Siracusa, nella seduta del 23 dicembre scorso, ha dato l'ok allo scongelamento delle somme che erano state pignorate. I legali dell'ufficio del Comune e il responsabile del servizio finanziario Giuseppe Battiato hanno consegnato al giudice la documentazione necessaria per sbloccare le somme, tra cui la delibera del consiglio comunale riguardante il riconoscimento del debito fuori bilancio e l'avvio delle procedure per contrarre il mutuo con la Cassa depositi e prestiti per pagare la somma di 2,5 milioni di euro, mentre gli interessi maturati negli anni che ammontano a 1,5 milioni di euro saranno a carico del bilancio comunale. I legali avrebbero chiesto lo sblocco dei conti permettendo al Comune il pagamento degli stipendi e le tredicesime e di pagare le fatture arretrate ai fornitori dell'Ente. «Chiediamo al sindaco perché si è ricorso all'ordine di servizio per fare pagare delle fatture per servizi non essenziali - osserva il consigliere comunale del Pdl Ugo Mazzilli - di alcuni servizi delle ditte elargiti al Comune, quando lo stesso dirigente comunale addetto ai pagamenti aveva preannunciato che ciò avrebbe comportato il blocco degli stipendi dei dipendenti. In questo momento l'amministrazione comunale e la maggioranza politica non hanno l'onestà intellettuale di ammettere d'aver fallito visto che hanno previsto l'aumento dell'addizionale Irpef, dell'Imu». «Bisogna inviare tutta la documentazione relativa alla vicenda del debito De Geronimo - aggiunge il consigliere del Pd Salvatore Barretta - alla Procura della Corte dei conti e alla Procura di Siracusa per individuare eventuali responsabili che hanno permesso che il debito lievitasse in modo sproporzionato».

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