Droga e armi a Floridia: otto arresti

Siracusa, Archivio

FLORIDIA. L’irriverenza e un pugno in pieno viso sarebbero stati la sua condanna a morte. E nei suoi ultimi istanti avrebbe forse fatto in tempo a ”salutare” il 2013 prima di essere ucciso sotto i colpi di una pistola. Si chiama non a caso «Botti di Capodanno» l’operazione messa a segno ieri mattina, all’alba, dai carabinieri. I militari hanno eseguito sei provvedimenti di fermo di indiziato di delitto nei confronti di Salvatore Foti, 58 anni, Luca Foti, 37 anni, Eliseo Foti, 42 anni, tre fratelli, Giuseppe Frasca, 21 anni, Marcellina Teresa Rapacz, 20 anni, convivente di Eliseo Foti e considerata una sorta di ”contabile”, Sebastiano Forte, 21 anni, e due arresti, Davide Foti, 36 anni, figlio di Salvatore Foti, e Dylan Privitera, 20 anni. L’accusa nei loro confronti è di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente in concorso. Come scoperto durante l’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Marco Bisogni e iniziata dopo l’arresto a settembre di Paolo Carrubba e il sequestro di 36 grammi di cocaina, il gruppo, che avrebbe avuto in Salvatore Foti una sorta di punto di riferimento, avrebbe controllato il traffico di droga a Floridia. Principalmente gli indagati avrebbero venduto cocaina e marijuana ma nel corso dell’indagine, andata avanti per tre mesi e mezzo, sono stati sequestrati anche hashish, eroina e piantine di canapa indiana. La droga sarebbe arrivata da Catania e secondo quanto ricostruito dai militari i componenti del gruppo avrebbero acquistato in media 700 euro ogni due giorni di sostanze stupefacenti. L’operazione di ieri, che ha coinvolto 45 militari della compagnia cittadina e gli uomini del dodicesimo nucleo elicotteri di Catania e dell’unità cinofila di Nicolosi, oltre a militari della Guardia di finanza, ha portato al sequestro di nove chili di marijuana, nascosti in cinque secchi di vernice in un’abitazione di campagna. Ed è proprio indagando sul traffico di droga che ai militari dell’Arma si è presentato lo scenario che li ha spinti ad accelerare i tempi per evitare un omicidio. Secondo quanto scoperto dai militari della compagnia cittadina, guidati da Paolo Sambataro, gli indagati avrebbero deciso di uccidere Antonino Correnti, noto alle forze dell’ordine e già vittima di un agguato a ottobre. Correnti, la scorsa estate avrebbe avuto uno screzio con Eliseo Foti e lo avrebbe colpito al volto. Un’azione considerata un vero e proprio affronto da punire. Il giorno scelto sarebbe stato proprio il 31 dicembre quando il frastuono dei botti avrebbe coperto gli spari e gli indagati avrebbero anche effettuato dei sopralluoghi per scegliere il punto migliore dove posizionarsi in attesa che la vittima uscisse di casa per festeggiare l’arrivo del 2014. A confermare i sospetti dei militari anche l’arma, una beretta calibro 22, recuperata ieri durante il blitz. Proprio quella pistola, secondo i carabinieri, avrebbe dovuto mettere fine alla vita di Correnti.

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