Acqua a Siracusa, i sindaci: «Non aumentare la tariffa»

SIRACUSA. Ridurre i costi della gestione del servizio idrico in provincia ma senza aumentare le tariffe. Questo il fronte comune dei sindaci che ieri hanno incontrato in prefettura i curatori fallimentari di Sai 8, il commissario dell’Ato Ferdinando Buceti e il prefetto Armando Gradone. All’incontro anche Marco Lupo, direttore del dipartimento regionale dell’Energia. Un aumento, al 13,5 per cento, è comunque previsto dall’Autorità per l’Energia e il gas, ma i sindaci avrebbero chiesto di condividere un piano di risanamento economico per questa fase provvisoria gestita dai curatori. I problemi maggiori riguarderebbero, appunto, i costi di gestione, che rischiano di avere perdite notevoli da fronteggiare. «La situazione economica è drammatica - spiega Buceti - con perdite notevoli. Una delle voci di dispersione maggiore è quella dell’energia elettrica. Stiamo intervenendo affinché a fronte di un milione e 200 mila euro si possa arrivare a 700 mila. Inoltre la curatela è impegnata a limare parti del bilancio che possano ridurre i costi. Ma l’aumento che ci sarà non dipende dall’Ato ma da quanto stabilito dall’autorità. Stiamo comunque lavorando insieme ai curatori per trovare delle ipotesi risolutive per traghettare la gestione in attesa della nuova legge». Critici i sindaci sugli aumenti. Chiesto anche un appello alla Regione per approvare presto la nuova legge. «Abbiamo preso atto di quale sia la situazione - afferma il sindaco di Canicattini Paolo Amenta - ma bisogna fare qualcosa per coprire quel vuoto normativo di adesso. Per questo occorre garantire il servizio e salvaguardare i posti di lavoro e che la Regione faccia la sua parte approvando la legge». Tante sarebbero le ipotesi al vaglio dell’Ars: da una parte la riorganizzazione con un unico Ato regionale e piccoli ambiti territoriali, oppure una gestione d’ambito provinciale o per bacini territoriali come avverrà per i rifiuti. Ma per fronteggiare le perdite che si verrebbero a creare in questi mesi, ieri, i sindaci avrebbero proposto di utilizzare l’escussione della fidejussione, pari a 3 milioni di euro, o un finanziamento della Regione, ipotesi che non trovano d’accordo Buceti, in quanto le somme della fideiussione non potrebbero essere impegnate per la gestione ordinaria. «Con il fallimento di Sai 8 - aggiunge Buceti - non significa che l’acqua sarà gratis, per questo invitiamo al pagamento delle bollette per evitare ulteriori danni». Il sindaco di Palazzolo Carlo Scibetta ha chiesto di poter condividere un piano economico di gestione ”tutti siamo dell’opinione che occorre continuare il servizio nell’interesse della comunità in questo periodo di transizione, ma in maniera più accorta”. Chiede un impegno da parte della politica il sindaco di Ferla Michelangelo Giansiracusa. «È una vicenda surreale - dice il sindaco di Priolo Antonello Rizza - perché oltre al danno di aver consegnato gli impianti anche la beffa del rischio di un aumento della tariffa. Chiediamo di tagliare le spese, come faranno i curatori, salvaguardando il personale, ma evitando un aumento delle tariffe». Un nuovo incontro stavolta con i deputati si svolgerà lunedì.

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