Noto, la camera mortuaria rimane chiusa, lunga attesa per il feretro e i parenti

NOTO. Più di quaranta minuti dietro alla camera mortuaria del cimitero di Noto in attesa che qualcuno degli addetti alla sorveglianza aprisse la porta per trasferire la bara che nel frattempo, con i parenti della defunta disposti davanti all'ingresso del monumentale camposanto, è rimasta all'interno del carro funebre. Non è passato sotto silenzio quanto accaduto nella mattinata di domenica scorsa, giorno dell'Immacolata, al cimitero, alla presenza anche del vigile sanitario che doveva dare il benestare per portare a termine la saldatura della cassa metallica della bara prima del rito funebre e della successiva tumulazione. È vero, il paradiso può anche attendere, ma la finzione cinematografica con l'angelo custode che sovrintende all'operazione del trapasso terreno all'aldilà, non può superare la realtà.
Contrariato per il notevole ritardo e avvertito il forte imbarazzo dei parenti della defunta che chiedevano cosa fare, il titolare dell'agenzia funebre durante l'interminabile attesa ha avvertito telefonicamente sia il responsabile comunale del servizio cimiteriale sia il comando della Polizia municipale. Così, dopo quaranta e passa minuti di spiacevole attesa, qualcosa è successo: la porta della camera mortuaria, a mezzogiorno in punto, si è aperta. Anzi, è stata aperta per accogliere la bara in attesa di essere prelevata per i funerali fissati per il pomeriggio del giorno dopo. Tutto chiarito? "Non penso proprio", è la secca riposta del sindaco Corrado Bonfanti, informato dell'accaduto dal comandante della Polizia municipale. "Per stamattina aspetto la relazione del responsabile del servizio che dovrà chiarire cos'è successo domenica mattina. Se accerterò che non è stato rispettato l'orario (domenica il cimitero osserva solo l'apertura antimeridiana), adotterò provvedimenti disciplinari. Posso garantire che seguirò di persona la vicenda, e una volta in possesso dei richiesti chiarimenti, procederò di conseguenza. Al momento non mi resta che porgere le mie scuse ai parenti del defunto per lo spiacevole incidente".
Analogo episodio si era verificato all'inizio dell'anno: allora, era un giorno feriale, il custode si era allontanato dal posto di lavoro per raggiungere la sede centrale del Municipio. Il carro funebre, con all'interno la bara, e i parenti del defunto rimasero dietro la porta. Per quaranta minuti. Proprio come ieri.

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