Priolo, una fuoriuscita all’Isab Nord: visita della polizia negli stabilimenti

Siracusa, Archivio

PRIOLO. La segnalazione di una nube tossica, un rilevatore malfunzionante e l’intervento della polizia per fermare, seppur temporaneamente, un impianto della «Isab nord». Nuovo allarme per la presenza di anidride solforosa nell’impianto «Cr37» del polo petrolchimico. Si tratta della stessa struttura dove lo scorso 22 maggio perse la vita Salvatore Ganci, un operaio priolese di 38 anni. In quell’occasione, l’uomo si era recato proprio nell’impianto «Cr37», dove si effettuano operazioni di desolforazione. L’operaio era andato a effettuare una verifica e fu trovato riverso per terra privo di vita dai colleghi che dopo averlo chiamato per radio si erano preoccupati ed erano andati a cercarlo.
Venerdì pomeriggio, l’allarme all’interno dell’impianto dell’«Isab nord» è scattato nel pomeriggio, poco dopo le 16. Poco dopo, negli uffici del commissariato di Priolo, guidato da Fabrizio Fazio, è arrivata la segnalazione di una nube tossica provenire proprio dagli stabilimenti della zona industriale. A quel punto è scattato l’intervento della questura all’interno del polo petrolchimico.
Durante il sopralluogo, secondo quanto spiegato dalla polizia, gli agenti del commissariato avrebbero registrato un malfunzionamento al rilevatore di idrogeno solforato e per questa ragione si è proceduto con lo stop all’attività dell’impianto. Attività che, dopo l’espletamento di tutte le verifiche necessarie, è poi ripartita regolarmente.
Una volta ultimato l’intervento, gli agenti del commissariato hanno adesso inviato le indagini per chiarire tutti gli aspetti di quanto avvenuto. Tanti i punti sui quali gli uomini della questura stanno lavorando. Da un lato l’indagine ha l’obiettivo di capire perchè si è verificata la fuoriuscita di anidride solforosa dall’impianto e dall’altro si sta cercando di accertare eventuali responsabilità. In particolare gli agenti starebbero cercando di capire cosa non abbia funzionato nel sistema delle comunicazioni rispetto a quanto stava avvenendo all’interno dell’impianto «Cr37». Su questo fronte sarebbe anche al vaglio la posizione di alcuni dipendenti e non è escluso che gli agenti possano sentire sia gli operai che i responsabili proprio per chiarire tutti i passaggi della vicenda.

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