Augusta, la prima pietra per San Giuseppe

AUGUSTA. «La nuova chiesa di San Giuseppe Innografo non è solo di un edificio sacro, punto di aggregazione e quello che stiamo compiendo oggi ci richiama a qualcosa di più grande. La pietra angolare su cui poggia questo edificio è Gesù Cristo sul quale vuole lasciarsi edificare per essere oggi dimora e presenza di Dio».Così monsignor Salvatore Pappalardo, arcivescovo di Siracusa ha esordito, ieri mattina, a Monte Tauro nell'area su cui sorgerà il nuovo complesso parrocchiale di San Giuseppe Innografo, in occasione della cerimonia della posa della prima pietra. Un blocco di cemento benedetto dall'arcivescovo di Siracusa è stato collocato sul terreno con al suo interno le pergamene con le firme della comunità parrocchiale che testimoniano come quella di ieri sia stata una giornata "storica" per l'intero quartiere che oggi conta almeno diecimila persone. E che finalmente, dopo undici anni di attesa da parte dei fedeli, tra venti mesi potrà avere una sua chiesa nuova accanto a cui si aggiungerà anche la casa canonica che fa parte del complesso parrocchiale in costruzione progettato dagli architetti Memmo Garsia e Marco Niciforo e finanziato con i fondi dell'otto per mille dalla Cei. Per padre Giuseppe Mazzotta, parroco di San Giuseppe Innografo «riedificare la chiesa è un segno di speranza per tutta la comunità, dopo una lunga attesa - spiega il parroco, emozionato per l’evento - e tanti travagli è arrivato questo momento e oggi questa cerimonia non vuole essere retorica o trionfalismo ma segnare un passo in avanti nella consapevolezza". Alla cerimonia affollata di residenti del quartiere tra cui molti bambini e anche gli scout hanno preso parte autorità civili e militari e anche il vice prefetto della commissione straordinaria del Comune, Maria Rita Cocciufa. «La nascita di una chiesa è un evento che completa la storia del quartiere, perchè qui - ha detto- la comunità potrà stare insieme confrontarsi e dimostra che c'è un percorso, una comunità che vuole andare avanti , l'augurio è che questa luogo sia di aggregazione e preghiera ma dove i cittadini possano ritrovare e costruire la propria identità è un segnale di grande speranza».

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