Noto, turismo culturale: venti giovani in cantina

NOTO. Calibrare i servizi turistici per la clientela cinese oppure realizzare un’azienda che si occupi di ”cine turismo”. O, ancora, aprire un portale di e-commerce dei prodotti tipici e dell’artigianato locale. Venti giovani “cervelli” si sono messi al lavoro per non fuggire dai loro territori facendo impresa; sono i ragazzi ammessi al corso «Turismo culturale per lo sviluppo dei territori», della scuola di alti studi che la Fondazione Garrone ha promosso anche quest’anno in provincia. Il loro ”grand tour” nella Sicilia sud orientale, a caccia di esperienze imprenditoriali di eccellenza, in settimana ha fatto tappa alla tenuta Buonivini, dove l’azienda Planeta ha coniugato una produzione di vini che da Noto raggiunge il mercato mondiale, ad una tendenza, quella dell’enoturismo, che è destinata a crescere di anno in anno. Le cantine aperte, gli spazi per l’ospitalità e l’occasione ”di conoscere l’autenticità del territorio”: è questo che cercano i nuovi turisti, ha ricordato Viviana Pitino, responsabile marketing di Planeta per il sudest, ai partecipanti al corso. «Sono partiti pensando ad un’idea – spiega il tutor Davide Lago, che assieme a Francesca Campora segue e guida il piano di formazione dei ragazzi – ma il lavoro consiste proprio nel passare da quell’idea ad un progetto e, infine, ad un business plan. Al termine del corso, che dura sei settimane per 7 ore al giorno, riceveranno gli attestati e avranno un mese di tempo, se vorranno, per preparare il loro business plan e partecipare al Premio Garrone. Al miglior progetto sono destinati 5 mila euro per l’avvio della start-up». Già, perchè la storia della scuola di alti studi della Cattedra Garrone, dedicata al fondatore di Erg, Edoardo Garrone, è fatta di esempi concreti di giovani laureati che hanno accorciato la distanza fra università e lavoro. All’ultimo corso sono state trecento le domande di partecipazione da cui si è arrivati ai venti giovani ammessi al corso. «I ragazzi hanno avuto l’opportunità di incontrare anche il vincitore del premio dello scorso anno – conclude Lago -. La sua idea ora è una realtà che si sta mettendo in moto: si tratta di un progetto di agro-bike nel Ragusano. Un punto di riferimento per i cicloturisti a cui offrire anche un’officina per riparare le bici, un posto dove dormire e, se serve, pure i massaggi. Il Turismo culturale per un territorio vuol dire anche questo». Fe.Pu.

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