Siracusa, Archivio

Siracusa, colpi di pistola in viale Zecchino: intimidazione a un minimarket

Danneggiata domenica sera la vetrina di un’attività commerciale: l’arma utilizzata è una calibro 9

SIRACUSA. Un intero caricatore di una pistola calibro 9 contro la vetrina di un negozio di alimentari. Con ogni probabilità è tornata a far sentire alta la propria voce la criminalità organizzata in città. E lo ha fatto domenica sera, pochi minuti dopo le 20,30 all’angolo tra viale Zecchino e via Filisto. In quella zona, sotto un lungo porticato, l’obiettivo è stata la «Gastronomia Mediterranea», un’attività commerciale che vende prodotti alimentari. Senza curarsi dell’orario, considerato che non era notte fonda, i malviventi sono entrati in azione passando davanti l’esercizio commerciale, in quel momento chiuso, e iniziando a sparare contro una delle tre ventrine, quella d’ingresso, dell’attività. I colpi andati a segno contro la vetrina, tra gli adesivi per le offerte al pubblico, sarebbero due. Poi si sarebbero rapidamente allontanati. Il rumore degli spari sarebbe stato sentito anche dai residenti della zona e probabilmente uno di loro avrebbe avvisato la sala operativa della questura. Sul posto sono così arrivati gli agenti delle Volanti che hanno effettuato un primo sopralluogo. In viale Zecchino anche gli uomini della Squadra mobile e quelli della Scientifica, ai quali è toccato il compito di recuperare i bossoli della pistola calibro 9 ed effettuare tutti i rilievi nel tentativo di ricostruire quanto accaduto e raccogliere quanti più elementi utili alle indagini. In questura, ieri mattina, è stato sentito anche il titolare dell’attività commerciale. A lui gli agenti della Squadra mobile hanno chiesto se nei giorni scorsi abbia ricevuto minacce o richieste di pagamento del ”pizzo”. L’uomo, però, avrebbe detto di non aver ricevuto alcun tipo di richiesta o visita sgradita e di non sapersi spiegare cosa possa essere successo. Una testimonianza che, al momento, non avrebbe fornito alcun elemento agli investigatori. Gli agenti guidati da Tito Cicero, però, starebbero comunque cercando di ricostruire gli ultimi giorni del titolare dell’attività, proprio per capire cosa sia successo. Non è escluso che si possa anche fare ricorso ad alcune immagini di telecamere presenti nella zona. I filmati potrebbero aver ripreso i malviventi mentre mettevano a segno quello che, stando anche alle modalità utilizzate, sarebbe un avvertimento in piena regola da parte della criminalità organizzata.

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