Francofonte, falso invalido scoperto dall’Inps

FRANCOFONTE. Per oltre vent'anni ha percepito una pensione di invalidità che superava anche le 1800 euro causata da un incidente di lavoro che lo avrebbe reso sordo e muto. Per quell'incidente avvenuto a seguito di una caduta, aveva anche vinto una causa di lavoro con il titolare della ditta dove svolgeva la propria attività, ma nei giorni scorsi è emerso che M.A., 43 anni di Francofonte non sarebbe sordomuto e su di lui adesso l'Inps ha disposto un'indagine approfondita. Si dovrà accertare attraverso le cartelle mediche e la documentazione attestante l'invalidità per quale motivo e secondo quali parametri M.A. abbia avuto diritto a percepire una pensione. L'uomo, nullafacente, non è sposato e non ha figli, è molto noto in paese. Dopo l'infortunio che gli avrebbe fruttato una rendita tale da farlo vivere tranquillo ed in maniera agiata, negli ultimi anni avrebbe anche ottenuto il diritto a percepire la pensione di reversibilità della madre. Del caso si era occupato nei giorni scorsi anche il programma televisivo "Le Iene" con un servizio realizzato proprio in alcune delle strade del paese che in cui l'uomo era stato ritratto anche in conversazione con alcuni conoscenti e dinanzi esercizi pubblici. Della vicenda si sta occupando da giorni la direzione provinciale dell'Inps, l'Istituto nazionale di previdenza sociale che ha già disposto un accertamento medico, così come ha confermato il direttore provinciale dell'Inps, Franco Caruso. «È in corso un'attività di controllo - ha detto Caruso - e per questo abbiamo conferito l'incarico al nostro centro medico legale per realizzare una visita medica di approfondimento su questa persona, che dovrà appurare se vi siano o meno i profili richiesti per poter percepire la pensione». Secondo le prime risultanze sembrerebbe che M.A. avrebbe percepito dalla prima erogazione della pensione di invalidità ad oggi oltre 600 mila euro. Soldi che l'Inps adesso potrebbe chiedere indietro come risarcimento oltre agli interessi maturati in oltre venti anni. «Una fase che sarà successiva - ha sottolineato il direttore provinciale dell'Inps - resta centrale l'accertamento delle condizioni mediche dell'uomo, e, qualora dovessero emergere delle irregolarità inequivocabili e chiare, interpelleremo la Procura per i dovuti accertamenti».

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