Tessere nel Pd, esplode il caso Trapani

Nella città delle Saline il partito si divide e oggi si celebrano due congressi. Si spaccano anche i renziani. Roma impone a catania di far svolgere i congressi dal 7 al 16 novembre. Ricorsi nel ragusano

PALERMO. Le trincee sono Trapani e Siracusa, nella «guerra delle tessere» del Pd siciliano. Più che Catania e Ragusa, dove pure i congressi hanno rivelato l'esistenza di una polveriera in ogni circolo, o quasi. Il caso-Trapani fa addirittura parlare qualcuno di «schizofrenia». Oggi, infatti, dovrebbe tenersi il congresso cittadino ma il coordinamento sezionale ha dato appuntamento all'hotel "Baia dei Mulini" e la Commissione Congressi, guidata da Domenico Venuti, al "Crystal". Da un lato, gli "ultrà" dell'aspirante segretario comunale Francesco Brillante e del candidato al provinciale Marco Campagna. Dall'altro, i "supporter" di Danilo Orlando e Mino Spezia. Qui, peraltro, "renziani" divisi come e più che altrove: in diciannove circoli stanno con Campagna, in cinque con Spezia. E il sindaco "renziano" di Erice Giacomo Tranchida, sostenitore di Mino Spezia, mette in guardia da "chi vuol salire sul carro dei vincitori" e punta il dito contro i parlamentari locali, mentre uno dei reggenti del coordinamento provinciale - Dario Safina - ammette di volere lasciare il partito, infuriato per tale e tanto scontro intestino.
Le tensioni, comunque, affiorano pure a Messina dove sembra essere servita a poco l'apparente unità raggiunta attorno al segretario provinciale, il "renziano" Basilio Ridolfo. Il deputato Giuseppe Lauricella, ieri, ha scritto al segretario nazionale Guglielmo Epifani per denunciare "congressi farsa" in terra peloritana e sollecitare «immediato provvedimento di commissariamento della federazione di Messina per violazione delle norme statutarie e congressuali». Malgrado le tante piazze di battaglia, ancora non investito dal "ciclone trapanese", non ha dubbi Alfredo Rizzo. Lo "strattonatissimo" coordinatore della commissione regionale Congressi del Partito Democratico afferma: «Tante scaramucce, ma sono a Siracusa i veri problemi perché in alcune sezioni le richieste di iscrizione sono risultate due o tre volte superiori rispetto al tesseramento 2011 e 2012. E anche di più! Gli organismi nazionali hanno previsto, anche in rapporto ai voti localmente ottenuti dal partito, un margine fisiologico di aumento che va dal 10 al 30 per cento. È anomalo, peraltro, che il boom non si stia verificando ovunque, in Sicilia e in Italia, ma a macchia di leopardo». Altra spina, il caso-Catania: «Qui, i congressi sono stati sospesi ma i vertici nazionali del Pd chiedono che dal 7 al 16 novembre si voti pure nella provincia etnea. Si dovranno scegliere tre dei quattro candidati (in rigoroso ordine alfabetico: Giuseppe Civati, Gianni Cuperlo, Gianni Pittella e Matteo Renzi, ndr) che saranno impegnati nelle primarie l'8 dicembre».
Nel Ragusano, le «scaramucce». La vertenza-Scicli resta in attesa di definizione -«"ma i ricorsi saranno esaminati dopo il congresso provinciale perchè riguardano l'elezione del segretario di circolo», dice Rizzo - mentre a Catania sembra ormai certo che non salterà l'elezione dei candidati alle primarie, com'era stato per il segretario provinciale: «Va, però, ancora definita la platea degli elettori essendo stato necessario fermarsi quando s'è avuta contezza che forze esterne al Pd tentassero di condizionare i nostri lavori», spiega il coordinatore della commissione regionale. Siracusa, intanto, fuma e fischia come una pentola a pressione. Ieri, infatti, il "correntone dei parlamentari" con Marika Cirone Di Marco, Bruno Marziano e Pippo Zappulla al tavolo di presidenza ha tenuto una conferenza stampa per ribadire il sostegno a Carmen Castelluccio nella corsa alla segreteria provinciale e replicare al fronte avversario, quello di Liddo Schiavo, che ha Giancarlo Garozzo tra i suoi principali "sponsor". Il sindaco di Siracusa, nei giorni scorsi, aveva chiesto (inutilmente) la sospensione dei congressi lamentando che «l'embargo delle tessere» aveva colpito pure lui: «Tutto risolto, figuriamoci se non veniva iscritto Garozzo», esclama Rizzo. L'assemblea aretusea si terrà il 6.

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