«Aria irrespirabile»: nuova ondata di cattivi odori nella zona alta di Siracusa

SIRACUSA. Il caso dell’inquinamento in città, con quei cattivi odori che stanno rendendo la vita impossibile ai residenti della zona di viale Scala Greca, è finito in Procura. Un esposto è stato presentato via mail, attraverso la posta elettronica certificata, al quinto piano del palazzo di giustizia dove ci sono gli uffici della magistratura.


A sottoscriverlo è stato Sebastiano Renna, un operatore turistico, che vive, insieme alla sua famiglia, in una palazzina in via Carlentini. «Siamo stanchi - dice Renna - di doverci chiudere in casa per resistere alla puzza proveniente dalla zona industriale». Con i vicini non parlano d’altro, di quell’aria malsana che, da ormai un mese e mezzo, crea molta apprensione, specie per chi ha figli piccoli che giocano sotto casa. Anche ieri, nell’area di viale Scala Greca, l’aria, per alcune ore, era quasi irrespirabile. «Non riesco a capire come mai, nessun organo istituzionale - si legge nell’esposto - alla salvaguardia della salute dei cittadini, intervenga per impedire a coloro che emettono nell'aria gas nocivi di causare danni alla salute delle persone. Mi rivolgo a lei, procuratore, affinché possa intervenire. Non vorrei che la nostra città, conosciuta come zona ad alta presenza turistica, diventi un'altra Taranto, funestata dal caso dell’Ilva. Capisco l'importanza della continuità produttiva degli impianti a fine economici e occupazionali. Credo tuttavia che la salute ha priorità assoluta e deve essere salvaguardata mettendo in atto tutti gli opportuni sistemi di controllo. A ragion del vero, prima che la Isab diventasse di proprietà assoluta dei russi, il presente aspetto oggetto di denuncia, non aveva raggiunto livelli così alti. So che sono state presentate altre denunce, purtroppo non si è ottenuto alcun risultato».
La questione ha varcato le porte della Prefettura, in questi mesi, impegnata in un’altra emergenza, quella dell’immigrazione, con l’esodo di centinaia di migranti verso le nostre coste.


«Non abbiamo mai smesso - dice il prefetto Armando Gradone - di abbassare l’attenzione sulle questioni ambientali. Per questo, posso dire che si sta cercando di portare avanti un progetto, insieme alle aziende della zona industriale, all’Agenzia regionale per la protezione ambientale ed all’Asp, per trovare delle soluzioni quando i picchi della sicurezza, in termini di impatto ambientale, raggiungono livelli elevati. L’obiettivo non è solo il monitoraggio ma anche di individuare delle ”ricette” in presenza di sostanze nocive. Naturalmente, non possiamo, per il momento, dare dei dettagli, che, comunque, forniremo non appena il piano d’azione sarà pronto». Non sono soltanto i cattivi odori a turbare i sonni della città che, da anni, convive con l’inquinamento dei Pm10, le polveri sottili. In passato, l’amministrazione fu costretta a bloccare il traffico perchè i livelli avevano sforato i limiti di guardia.


Non c’è uno studio scientifico che lega, in modo inequivocabile, la presenza dei Pm 10 alla zona industriale. Ma su quei cattivi odori, i residenti più di un sospetto ce l’hanno. Il prefetto, comunque, assicura che della questione potrebbe anche occuparsene la Regione. «Siamo in contatto - spiega il prefetto Armando Gradone - con l’assessorato regionale all’Ambiente affinchè si possa trovare insieme le risorse e le soluzioni. Il nostro obiettivo è la salute delle popolazioni».

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