Avola, niente assistenza ai disabili Studenti e genitori protestano

AVOLA. Stop da ieri al servizio gratuito di assistenza di base per gli alunni che frequentano il plesso dell'Istituto superiore "Mattei" di via Labriola, svolto fino dall'inizio dell'anno scolastico e fino a sabato scorso in maniera volontaria e gratuita per sette studenti con disabilità grave dagli operatori dell'Associazione A.Pro.Da. di Avola. La protesta dei genitori, i quali nei giorni scorsi avevano lanciato diversi appelli alle istituzioni pubbliche (Regione, Provincia, Comune e Scuola), ieri mattina non si è fatta attendere. Genitori e gli stessi operatori che hanno assistito fino a sabato gli alunni (nell'istituto superiore "Mattei" sono complessivamente venti gli iscritti nelle diverse sezioni (Itc, Ipaa e alberghiero) tra gravi e meno gravi gli studenti diversamente abili), ieri mattina hanno iniziato con un volantinaggio la prima giornata di protesta per "la difesa allo studio dei disabili, negato dalle istituzioni", che si concluderà con la manifestazione organizzato per giovedì prossimo con un corteo che coinvolgerà e vedrà la partecipazione di tutti gli studenti dell'istituto superiore di via Labriola, con partenza dalla scuola e fino a piazza Umberto I.


Ieri gli stessi genitori degli studenti con disabilità grave hanno affrontato la grave situazione con il dirigente scolastico Gabriella D'Ambrosio, la quale ha ammesso di aver segnalato e diffidato del problema l'ufficio del Terzo Settore della Provincia Regionale di Siracusa. Da Siracusa hanno fatto sapere ai genitori degli studenti che non è stato possibile attivare il servizio di assistenza all'autonomia e alla comunicazione per gli studenti disabili perché la Regione fino ad oggi non ha erogato i fondi necessari per il servizio. Qualche genitori pur velatamente ha proposto di attivare al momento il servizio con il fondo della scuola stessa. Gli operatori dell'associazione A.Pro.Da. che fino a sabato hanno assistito gli alunni nelle classi hanno atteso fino ad oggi che ilo loro progetto venisse ripristinano dalla provincia. E denunciano che non prendono lo stipendio da nove mesi, fino alla spettanza del giugno scorso, e che la loro associazione non è più in grado di anticipare soldi per gli stessi operatori. " Nonostante il disservizio abbiamo lasciato i nostri figli in classe, - ha dichiarato ieri Giovanni Cirasa, papà di due gemelli disabili che frequentano l'istituto Mattei- con l'auspicio che non succeda niente. La nostra protesta comunque prosegue”.

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