La radioterapia al Rizza di Siracusa, Vinciullo: «L’Asp completi il progetto da sola»

L’apparecchiatura finanziata assieme a quella destinata ad Agrigento. Il deputato: «Il nostro piano è in dirittura d’arrivo»

SIRACUSA. Un unico progetto per la Radioterapia all’ospedale «Rizza» separandolo da quello dell’Asp di Agrigento per accelerare i tempi, concludere l’iter per la costruzione del bunker e quindi per l’acquisto dei macchinari. Dopo mesi di attese i ritardi nella realizzazione dell’acceleratore lineare sarebbero determinati dal fatto che le somme sono state stanziate per le due province ma il progetto presentato dall’azienda provinciale siracusana sarebbe più avanti, poiché tutte le autorizzazioni sono state già concesse prima dell’arrivo del finanziamento. A proporlo è il deputato regionale Vincenzo Vinciullo. «Ci sono due progetti che però non sono allineati - osserva - in quanto il nostro è più avanti. Anche se la programmazione delle somme è unica ci sono due responsabili del procedimento e quindi due progetti differenti. Bisogna procedere separando definitivamente i due ”piani” in modo da poter avviare la costruzione del bunker e dell’acceleratore e poi rendicontare tutto alla Regione. Ad Agrigento faranno da se nei modi e nei tempi che riterranno opportuni». I lavori così verebbero completati entro il 2015 in modo che i pazienti della provincia possano usufruire di questo macchinario atteso da tempo. «Entro il 31 dicembre 2015 vanno ultimati e consegnati i lavori - aggiunge Vinciullo - e il macchinario deve essere funzionante e operativo. Per questo chiedo al commissario dell’Asp di procedere con le ulteriori fasi, di rivedere l’impiantistica e poi di andare avanti senza attendere le mosse di Agrigento». Vinciullo sottolinea di aver parlato ”con l’assessore Borsellino - osserva - ma anche con il direttore generale e i dirigenti degli uffici regionali i quali condividono l’ipotesi di separare i percorsi dei due progetti e hanno già invitato l’Asp a farlo e a procedere con la firma del contratto per evitare che quando vengono finanziati due progetti in parallelo una delle due province debba pagare per i ritardi dell’altra”. Stessa cosa, secondo Vinciullo, va fatta per la ”Tac-Pet”. «Ho chiesto all’assessore Borsellino - spiega - che per quanto riguarda la Tac Pet le due province che hanno ottenuto il finanziamento venissero autorizzate separatamente, cosa che è già avvenuto: infatti nella lettera del 25 ottobre si fa riferimento solo all’Asp di Siracusa che è chiamata a perfezionare l’iter senza attendere nemmeno di sapere quale sarà l’altra Azienda sanitaria a cui avrà concesso il macchinario».

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