Pachino, vince il comitato no-antenna L’installazione sarà bloccata

PACHINO. L'antenna di telefonia mobile di via La Marmora non verrà installata. A darne comunicazione sono stati i componenti del comitato cittadino contro l'installazione dei ripetitori nel centro urbano.


Lunedì, a seguito di un incontro con i responsabili dell'ufficio tecnico comunale di via Catania, l'amministrazione comunale ha comunicato ai componenti del comitato che è stata accolta l'istanza presentata, con tanto di petizione, per bloccare l'installazione.
La protesta era esplosa lo scorso settembre, quando un gruppo di residenti scoprì che da diverso tempo esisteva una richiesta presentata a febbraio negli uffici comunali direttamente dal gestore di telefonia mobile interessato all'installazione, assieme un documento dell'Ufficio tecnico comunale di via Catania con cui non è stato consentito l'inizio dei lavori poiché nella struttura su cui avrebbe dovuto essere installata l'antenna manca ancora l'agibilità.


Così è scattata la protesta ed anche una petizione popolare contro l'installazione dell'antenna, sia cartacea che online, che ha raccolto diverse adesioni in due mesi. Pochi giorni dopo alla protesta in strada, con cartelloni e slogan per dire "no" al ponte di telefonia mobile, il comitato ha chiesto all'amministrazione comunale di non consentire i lavori nel rispetto del regolamento che disciplina l'installazione delle antenne di telefonia mobile, votato proprio dal consiglio comunale nel 2006.


A sostenere la "battaglia" dei residenti dell'isolato tra via La Marmora e Garibaldi c'è stato il consigliere comunale del Partito democratico, Roberto Bruno. "Soddisfazione e totale vicinanza - ha dichiarato il componente del'aula consiliare di via Rubera - ai membri del comitato cittadino. Quanto fatto è e deve essere un esempio e al tempo stesso un monito nei confronti di tutti i cittadini. La partecipazione popolare è il sale della democrazia e il confronto rafforza le proprie posizioni". Sono stati direttamente i residenti dell'isolato a confrontarsi con l'amministrazione comunale e "sbattere i pugni" sul tavolo.


"Hanno saputo porre - ha continuato Bruno - all'attenzione delle istituzioni la fondatezza delle loro posizioni: senz'antro un modello da perseguire e incoraggiare nel futuro".

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