Il vescovo di Noto: apriremo i conventi chiusi per ospitare i migranti

Siracusa, Archivio

NOTO. "Apriamo alla solidarietà i conventi chiusi e accogliamo quei fratelli profughi che sbarcano sulle nostre coste, ben sapendo che molti nemmeno giungono perché muoiono in mare". Il forte appello lanciato qualche settimana fa dal vescovo di Noto monsignor Antonio Staglianò, a conclusione di un convegno diocesano, ora si traduce in pratica. Con una lettera indirizzata al clero di Noto, il vescovo, che ha fatto sua l'invocazione di papa Francesco ("Le strutture chiuse non dovrebbero essere indirizzate a ristrutturazioni per far profitto ma alla solidarietà verso questi nostri fratelli"), ha invitato le parrocchie e le comunità religiose "a verificare le loro possibilità attuali di accoglienza, in termini di edifici idonei e pronti all'uso e, soprattutto, di un'adeguata rete di volontariato per l'accompagnamento".


L'alto prelato (che ha indicato tra le priorità l'apertura dei locali del seminario vescovile che ha una grane ala ancora chiusa e fatiscente) ha chiesto ai vicari foranei dell'intera diocesi, che mette insieme cinque centri della sona sud di Siracusa (Noto, Avola, Pachino, Rosolini, Portopalo) e quattro della provincia di Ragusa (Modica, Scicli, Pozzallo, Ispica), di fornire al più presto una mappatura delle strutture esistenti, "quanto più estesa, al momento, e senza particolari scremature.


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