Piscina comunale di Pachino, nuovo stop ai lavori L’impresa «Sice» abbandona il cantiere

PACHINO. Altro blocco dei lavori della piscina comunale: questa volta niente sequestri, la ditta ha abbandonato il cantiere e c'è una richiesta ”incrociata” di rescissione del contratto. La «Sice» di Aragona, in provincia di Agrigento, l'ha chiesta al Comune e l'amministrazione comunale ha incaricato il legale Giovanni Giurdanella di chiedere la rescissione per conto dell'ente. Sembra non esserci fine all'agonizzante realizzazione della piscina di contrada Camporeale: i lavori sono costati 2 milioni 900 mila euro, di cui 2 milioni finanziati nel 2003 dal ministero per i Beni e le attività culturali e destinati alla costruzione o all'adeguamento di impianti sportivi e l'ultima parte del denaro è un mutuo acceso dal Comune a causa dell'eccessiva lievitazione dei costi per gli espropri, tre volte superiori, e per l'adeguamento del progetto.


Dopo 8 anni l'impresa «Sice» si è aggiudicata l'appalto nel luglio del 2011. I lavori sono partiti il 15 dicembre del 2011 e la fine era prevista per novembre del 2012. Ma ci sono stati diversi intoppi in un cammino che oltre tortuoso si prevede anche più lungo del previsto.


Da quando è stato aperto il cantiere la struttura è stata sequestrata dai carabinieri e, successivamente, è finita al centro di un atto intimidatorio con bottiglia incendiaria. Poi sono seguite una serie di dimissioni a catena di responsabile per la sicurezza e direttore dei lavori per le difformità nella realizzazione delle opere, per cui è stata prevista e cominciata la demolizione di alcune parti ritenute difformi. Per diversi motivi sono stati tre i direttori dei lavori che si sono dimessi. E dalla ricostruzione degli ultimi mesi della vicenda, stando a quanto raccontato dal responsabile unico di procedimento, Vincenzo Frazzetto, il Comune ha tentato di fare di tutto per venire incontro alle esigenze dell'impresa. Così come ha fatto l'ultimo direttore dei lavori, l'ingegnere Giuseppe Savasta.


A conti fatti, comunque, il cantiere non è operativo dal 25 agosto, ultimo giorno previsto di ferie per la ditta. A causa della mancata ripresa dei lavori la ditta è stata richiamata a settembre per ben 3 volte. L'impresa ha anche diffidato, a sua volta, il Comune chiedendo delle perizie di variante in corso d'opera per alcune modifiche nel cantiere. Il 25 settembre il Comune ha deciso di effettuare un sopralluogo nel cantiere di contrada Camporeale. «Era aperto - ha confermato Frazzetto - e abbandonato». La quarta diffida è arrivata il primo ottobre altrimenti l'amministrazione comunale avrebbe chiesto la rescissione del contratto. Così la ditta «Sice» ha deciso di ricominciare i lavori, seppur il cantiere era stato integralmente smontato, ma a condizione di confrontarsi col direttore dei lavori. Un incontro che mai è avvenuto perché l'impresa, ancora prima, ha chiesto la risoluzione del contratto. «Abbiamo incaricato il legale Giovanni Giurdanella - ha detto il sindaco, Paolo Bonaiuto - per chiedere la rescissione del contratto e i danni. L'impresa ha ottenuto i pagamenti in maniera regolare, sino al quinto stato di avanzamento dei lavori, per un totale di 700 mila euro». Il primo cittadino ha garantito che i lavori saranno affidati alle ditte che hanno partecipato al bando, nel rispetto della graduatoria.

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