Soccorso a Siracusa barcone con 425 migranti: giovane donna muore durante la traversata

SIRACUSA. Non è riuscita a concludere il suo viaggio. È morta prima di raggiungere le coste siciliane e la salvezza. E in Italia, dove verrà sepolta, non comincerà la nuova vita per cui aveva scelto di prendere il mare fuggendo dalla guerra civile che nel suo paese sta mietendo migliaia di vittime.
L'ennesima tragedia dell'immigrazione ha per protagonista una ragazza di 22 anni, morta durante la traversata del Canale di Sicilia. Si chiamava Izdihar Mahm Abdulla ed era
siriana. Il carro funebre, fermo sulla banchina del porto di Siracusa, ha atteso che gli uomini della Guardia Costiera, portassero a terra il suo corpo. Il medico legale, Francesco Coco, chiarirà le cause della morte nelle prossime ore, ma, secondo quanto ha riferito il padre, che era a bordo dell'imbarcazione la giovane soffriva di diabete.
Due giorni fa si sarebbe sentita male e sarebbe morta. I primi accertamenti sul cadavere confermerebbero il racconto dell'uomo: la morte risalirebbe almeno a 48 ore fa. Trasportato sulla banchina a bordo di una motovedetta, il cadavere è stato portato all'obitorio dell'ospedale di Siracusa.
La ragazza viaggiava insieme ad altri 339 migranti su un barcone egiziano in metallo di 15 metri. Molti, come Izdihar, sarebbero profughi siriani ed egiziani; alcuni hanno raccontato
di essere palestinesi.
Tra i migranti 138 sono donne e bambini. L'imbarcazione sarebbe partita dall'Egitto una settimana fa. La presenza di un barcone in difficoltà nel Canale di Sicilia era stata segnalata ieri dalla Croce Rossa. Oggi la Guardia Costiera ha captato l'SOS lanciato dal satellitare di uno degli extracomunitari. Un aereo della Guardia Costiera è riuscito a
localizzarli a 140 miglia dalle coste siracusane.
Avviato il soccorso, nell'area è stato dirottato un pattugliatore romeno del dispositivo Frontex, l'agenzia europea per il controllo dell'immigrazione. Il barcone è stato preso al traino dall'unità che è stata poi raggiunta da due motovedette della Guardia Costiera.
Sei migranti che avevano bisogno di cure - 4 donne, di cui 2 incinte e 2 bambini, uno neonato - sono stati trasbordati su una motovedetta, giunta nel pomeriggio a Portopalo di Capo Passero.
Gli altri, all'imboccatura del porto di Siracusa, sono stati fatti salire sulle imbarcazioni della Capitaneria e portati a terra. Gli inquirenti al termine delle operazioni di sbarco e
identificazione cercheranno di capire se a bordo del barcone viaggiavano anche gli scafisti.
Quello di questo pomeriggio è lo sbarco più grosso delle ultime settimane. Due giorni fa, ma a bordo di 5 diverse imbarcazioni, erano approdati sulle coste siciliane circa mille
migranti.


DONNA MORTA STRONCATA DAL DIABETE. Non sarà necessario effettuare l'autopsia sul corpo di Izdihar, la giovane siriana di 22 anni morta durante la traversata su un barcone sul quale viaggiava assieme ad altri 298 (e non 340 come era stato reso noto ieri) profughi tra i quali 54 donne e 114 minori. Il cadavere ieri sera era stato trasferito al porto di Siracusa su una motovedetta della Guardia costiera e nel corso della stessa nottata è stato sottoposto, all'obitorio dell'ospedale “Umberto I”, a ricognizione esterna dal medico legale Francesco Coco, incaricato dal sostituto procuratore della Repubblica Claudia D'Alitto che sta coordinando l'indagine. L'esame ha consentito di escludere la presenza di traumi o di qualsiasi altro segno di violenza. La morte della giovane, affetta da diabete, sarebbe riconducibile a una crisi per mancanza di insulina, così come era stato riferito agli investigatori dal padre che viaggiava con lei. Il Comune ha dato disponibilità a seppellirla nel cimitero di Siracusa; la tumulazione potrebbe avvenire già lunedì prossimo se i familiari della donna non dovessero avanzare diverse indicazioni. Intanto, sul fronte investigativo gli uomini del Gruppo interforze di contrasto all'immigrazione irregolare, speciale nucleo di intelligence della Procura di Siracusa, ha individuato quattro egiziani, che erano sul barcone approdato ieri sera, quali presunti “scafisti”. La loro posizione è adesso al vaglio della Procura siracusana.

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