Garozzo: il porto di Augusta è pronto Possiamo ospitare la Costa Concordia

AUGUSTA. "Il porto di Augusta ha le caratteristiche giuste per ospitare la Concordia, avendo a disposizione un'area già attrezzata e maestranza specializzata". Lo dice Aldo Garozzo, presidente dell'Autorità portuale di Augusta che accende i riflettori sulla disponibilità del porto megarese ad ospitare l'anno prossimo la nave da dismettere, così come già hanno fatto anche i porti di Piombino, Livorno, Civitavecchia, Genova, Palermo e Napoli.


Per Garozzo, a parte il problema della distanza che c'è in effetti dal'Isola del Giglio dove si trova la Concordia e che comporterebbe un maggior esborso di denaro per spostare la nave fino in Sicilia e ad Augusta, il porto megarese non ha nulla da invidiare agli altri. Anzi. "Ho percepito che ci poteva essere una speranza per il porto di Augusta per lo smantellamento della Concordia - ha detto- e insieme Confindustria e Fincantieri stiamo vedendo che ruolo potrebbe avere, ho avanzato questa proposta ascoltando anche i concessionari delle banchine. La prossima settimana faremo delle riunioni per verificare questa possibilità anche se non bisogna dimenticare che c'è il problema della distanza della nave dal Giglio. Portarla ad Augusta sarebbe un grosso risultato per il territorio, ci sarebbero tre anni di lavoro e 3 mila operai da impiegare: sarebbe una boccata d'ossigeno per l'economia provinciale, con tutto il personale specializzato disponibile. Basti pensare a tutte le centinaia di cassaintegrati della aziende metalmeccaniche del territorio che sarebbero disponibili a lavorare, Augusta acquisterebbe molto anche in termini di immagini a livello anche internazionale".


L'area portuale che potrebbe ospitare la Concordia sarebbe quella dell' "Ital offshore" di Punta Cugno, all'interno della rada dove sono stati realizzati i moduli per le piattaforma "Vega" e, quindi, secondo Garozzo, sarebbe idonea per lo smantellamento della Concordia. C'è tempo fino all'anno prossimo, di certo un ruolo importante avrà anche la politica.


Nessuna certezza si ha, inoltre, sull'eventuale arrivo nella rada megarese della "Gold star" che attualmente è ormeggiata, sotto sequestro, nel porto ragusano di Pozzallo. Si tratta della nave, battente bandiera della Tanzania, bloccata dalla Guardia di Finanza nel Canale di Sicilia alcune settimane fa con un carico 30 tonnellate di hashish, che fu dato alle fiamme dai nove membri dell'equipaggio alla vista delle motovedette della Guardia di finanza.


Nei giorni scorsi, durante una riunione in Prefettura, era emersa la possibilità di trasferire il relitto al porto megarese, dove già si trovano almeno dieci navi sequestrate da enti, autorità e tribunali che costituiscono una sorta di cimitero a mare. Che si aggiungerebbe di un altro scheletro di nave, a questo proposito Garozzo ha detto che la questione è ancora in discussione e che potrebbe essere trasportata "a patto di non creare pregiudizio al porto megarese".

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