Bonifiche a Priolo, i 106 milioni di euro restano sulla carta

PRIOLO. Risorse ferme al palo per l'avvio delle opere di bonifica nell'area industriale di Priolo. Dei 106 milioni di euro stanziati dal Governo che facevano parte dell'Accordo di programma sulle bonifiche firmato nel 2009, sono stati spesi finora solamente 1 milione 900 euro destinati a coprire gli interventi di caratterizzazione delle sostanze inquinanti esistenti nella falda, gli studi di fattibilità per i progetti per la realizzazione della barriera da realizzare nell'area antistante la rada di Augusta.


Tutto questo nonostante l'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale abbia reso noti i dati dell'inquinamento ambientale del Sin, il sito di interesse nazionale di Priolo che ha rilevato elevati livelli di contaminazione nei suoli con la concentrazione di metalli pesanti, in particolare arsenico, cromo, mercurio con concentrazioni di oltre 1.000 volte il valore per zinco e rame, di idrocarburi con concentrazioni di oltre 300 volte i valori limite e diossine con concentrazioni di oltre 20 volte il limite e presenza nella falda di metalli pesanti come arsenico per oltre 130 volte il limite.


A chiedere con una propria interrogazione di fare piena chiarezza su come sono stati spesi i fondi presenti all'interno dell'Accordo di programma sulle bonifiche è stato ieri il deputato nazionale del Pd, Sofia Amoddio, che è stata ricevuta in commissione ambiente della Camera dal sottosegretario per il ministero dell'Ambiente, Marco Flavio Cirillo.
"Le risposte date dal ministero sono state generiche e vaghe - ha specificato il deputato nazionale del Pd - in particolare sul rischio sanitario mi è stato risposto che il problema non è rilevante e in merito alla rimozione dei rifiuti industriali dalla rada, dal ministero è stato ribadito che si tratta di un procedimento complesso ed oneroso dal punto di vista tecnico. Il ministero deve verificare se vi siano state delle responsabilità amministrative o politiche che dal 2008 ad oggi non hanno consentito di spendere queste risorse. Esistono diciassette progetti per mille ettari del Sin di Priolo e chiedo che vengano avviati al più presto".


Intanto il presidente del consiglio comunale di Priolo, Beniamino Scarinci interviene sull'emergenza miasmi che da oltre un mese si registrano con continuità su Priolo e lancia una proposta alla Prefettura. "Va prevista una mappatura completa di tutte le condotte che immettono il greggio da raffinare una volta scaricato dalle petroliere - ha detto Scarinci - è un procedimento da realizzare durante la fase a freddo prima che venga immesso nel processo produttivo".

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