Santuario, migliaia alla veglia per la pace A Bosco Minniti anche i profughi siriani

SIRACUSA. I profughi e i ragazzi del centro «Papa Francesco» a Bosco Minniti e migliaia di persone al Santuario della Madonna delle lacrime. Tutti uniti dalla voglia di dire no a ogni tipo di guerra. È trascorsa attraverso questi due momenti, in città, la giornata dedicata alla veglia per la pace voluta da Papa Francesco. È così che, idealmente, i giovani ospitati nel centro di accoglienza di Priolo hanno passato il testimone ai tanti fedeli che hanno raggiunto il tempio mariano.
A Bosco Minniti, guidati da padre Carlo D'Antoni e dall'arcivescovo Salvatore Pappalardo, l’incontro è trascorso tra le testimonianze degli stessi ragazzi così come delle altre persone che hanno voluto partecipare al momento di preghiera. «È bello - ha detto monsignor Pappalardo - che ci siano qui con noi questi giovani. Dobbiamo pregare tutti insieme per la pace che permette di vivere nel rispetto reciproco i nostri giorni».
Loro, i giovani del centro «Papa Francesco» hanno cantato, pregato, raccontato le loro vite. Poi è stato padre Carlo D'Antoni a rivolgere un invito a tutti quanti. «Se vogliamo davvero costruire la pace, se vogliamo fare qualcosa per l'integrazione di questi ragazzi - ha detto il parroco - allora trascorriamo del tempo con loro. Passiamo dal centro, invitiamoli anche solo a mangiare una pizza. È così che si semina la pace».
In serata, invece, in tanti hanno gremito il Santuario per la veglia «Il grido della pace si levi alto». Un incontro che si è snodato tra canti, la lettura di alcuni brani della Bibbia e anche momento di silenzio e riflessione. Anche in questo caso a guidare la veglia di preghiera è stato l'arcivescovo Salvatore Pappalardo, che la scorsa domenica chiudendo le celebrazioni per il sessantesimo anniversario della Lacrimazione aveva accolto immediatamente l'invito a pregare per la pace da parte del Pontefice. Con lui anche il rettore del Santuario, don Luca Saraceno. I tre momenti in cui si è snodata la veglia hanno affrontato tre temi diversi: «La mancanza di pace: frutto dell'egoismo», «La pace: dono di Dio» e «Costruttori di pace». Durante la serata sono poi stati letti i messaggi di Giovanni Paolo II nella Giornata mondiale per la pace del gennaio del 2003, quello di Benedetto XVI nel 2013 e le parole di Papa Francesco, a partire proprio dall'appello lanciato domenica scorsa durante l'Angelus.  

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