Chiazze misteriose a Calabernardo A Noto esplode la polemica sul mare

Denuncia di Sel. Il Comune avvia i controlli, ma per il sindaco lo «sporco» potrebbe giungere dalla vicina Avola

SIRACUSA. "Il mare di Calabernardo potrebbe essere a serio rischio inquinamento". A lanciare l'allarme è Faust Scifo, di Sel di Noto, che ha interessato della vicenda dai contorni per nulla rassicuranti (il litorale netino quest'anno ha perso una delle cinque vele di mare pulito) il sindaco Corrado Bonfanti, il presidente del consiglio comunale, la commissione Urbanistica e ambiente del Comune e Legambiente nazionale.
Scifo, allarmato dalle decine di segnalazioni di quanti risiedono nella contrada marina, ha chiesto l'immediato intervento del Comune "perché possa operarsi un celere controllo dell'inquinamento marino della costa di Calabernardo, dalla foce del fiume Asinaro fino a Malacala, fenomeno che si verifica - spiega - con maggiore frequenza in particolari ore del giorno".
Stando a quanto indicato da Scifo, "in alcuni tratti della costa è evidente la presenza di schiuma in superficie presumibilmente provocata da detersivi. Considerato che nel fiume Asinaro sversano i reflui del depuratore di Passo Abate, a monte, e di quello di Calabernardo, più a valle - scrive l'esponente di Sel al sindaco Bonfanti -, e che la quantità dell'inquinamento è tale da poter escludere, quasi certamente, responsabilità di singoli privati, appare necessario e urgente intervenire per accertare causa e natura del fenomeno. Potrebbe essere questa l'occasione - aggiunge Scifo, disposto anche a eventuale audizione da parte della commissione consiliare Urbanistica e ambiente - per verificare efficacia e efficienza di entrambi i depuratori delle contrade Passo Abate e Calabernardo".
E le risposte sono attese a giorni. Infatti il sindaco, già a conoscenza della vicenda, ha interessato l'Arpa - che sta già effettuando le indagini -, la Guardia costiere e lo stesso Ufficio Igiene del Comune.
"Mi rendo conto che è più facile attribuire le responsabilità di quanto verificatosi al non perfetto funzionamento dei nostri due depuratori", dice Bonfanti. "Seguendo un frequente indirizzo proprio dell'opposizione, questa è la strada più semplice da percorrere. Sulla questione non ho tuttavia sentito alcuno lamentare il fatto che il vicino comune di Avola è privo di depuratori e che quindi, com'è naturale - ma in realtà non dovrebbe essere così -, tutto finisce a mare. Facile che le correnti, specie in particolare giornate, spingano fino a Calabernardo i residui di fognatura della vicina città di Avola. Ma a breve riusciremo a sapere l'origine e la causa delle chiazze di schiuma presenti in superficie".

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