Emergenza sbarchi, intercettato barcone al largo di Avola

Siracusa, Archivio

SIRACUSA.  Un barcone carico di migranti è stato intercettato dalla Guardia costiera a circa 25 miglia a sud est di Siracusa, a largo della costa di Avola.
Una motovedetta, partita da Siracusa, ha già raggiunto l'imbarcazione, e nella zona si stanno dirigendo altre due guardacoste salpate da Pozzallo (Rg) e da Portopalo di Capo Passero. Dirottate nello specchio di mare anche due navi mercantili in transito nella zona.   
I primi aiuti ai migranti sono arrivati dall'alto: un elicottero del nucleo aereo della Guardia costiera di Catania ha infatti rifornito di acqua gli extracomunitari.   
A dare l'allarme è stata una segnalazione giunta con un telefono satellitare dalla stessa imbarcazione, circostanza che ha reso possibile individuare le coordinate per far convergere in zona i soccorsi.
DUE DONNE IN CONDIZIONI PRECARIE. Due donne, in precarie condizioni fisiche, sono state trasbordate su una delle motovedette della Guardia costiera che ha fatto rotta verso la nave Sirio della marina militare che incrocia nella zona. Dal dispositivo di assistenza sono stati invece sganciati i due mercantili che in un primo momento erano stati fatti confluire in zona e che hanno dunque potuto riprendere la loro rotta originaria. Attualmente sono ancora in corso le operazioni di trasbordo dei migranti sulle motovedette.
IL PREFETTO: «SIRACUSA AL CENTRO DELLA VICENDA SIRIANA».  «La visita del ministro è un segnale di attenzione alla situazione che stiamo vivendo in questa provincia. Conosceva già la realtà e le nostre esigenze e in tal senso ha assicurato il massimo sostegno di tutto l'apparato ministeriale e suo personale nel portare avanti le iniziative avviate per migliorare ancora di più  il dispositivo di accoglienza». Lo ha detto il prefetto di Siracusa, Armando Gradone, al termine della riunione del ministro Alfano coi prefetti siciliani. 
«Il ministro - ha aggiunto - ha sottolineato che la vicenda  siriana espone la provincia di Siracusa in modo particolare. Soprattutto nell'ultimo mese di agosto i flussi di siriani sono stati davvero cospicui. Abbiamo avuto un numero che si avvicina alle 3 mila unità nel novero delle circa 7 mila presenze registrate».   
 «Siracusa è un luogo di transito - ha detto Gradone . Il nostro dispositivo di accoglienza è dunque organizzato e tarato sulla breve durata, di pochissime giornate. Il problema è rappresentato dalla “pressione”, dalla sequenza di questi arrivi che, inevitabilmente, nel momento in cui si verificano determinano delle situazioni di possibile sovraffollamento. Ma sono situazioni contingenti, che durano pochissimo.
Attualmente nella provincia di Siracusa sono due i centri di accoglienza temporanei, l'ex istituto "Umberto I", che ospita circa 200 persone, già accreditato, ed il centro “Papa Francesco” di Priolo, dove per lo più vengono ospitati minori non accompagnati che ha una capienza di un altro centinaio di posti. Per quanto riguarda invece i centri Sprar, strutture di seconda accoglienza per i richiedenti asilo, sono invece cinque di dimensioni diverse da una decina di posti ad una cinquantina ciascuno».

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