Noto, accesso a mare conteso: "Utilizzano i servizi riservati ai clienti"

Il gestore di un albergo: «Devo garantire il passaggio dei residenti ma anche la sicurezza nella struttura»

SIRACUSA. «Non ho mai negato l’accesso al mare a chi lo ha chiesto; semmai, prigioniero della burocrazia, ho tutelato i clienti del mio albergo». Bruno Zani, gestore del «President» di Noto marina, quella polemica sollevata da alcuni residenti della zona non riesce a mandarla giù. E va al contrattacco. «È vero, in forza della concessione edilizia rilasciata nel 1990 dal Comune di Noto – spiega – devo garantire l’accesso al pubblico limitatamente alla parte di area, una striscia di spiaggia libera sottostante la strada, tra il mare e la provinciale 59. Cosa che ho puntualmente fatto, ma di recente alcuni residenti della zona mi hanno chiamato in causa per aver negato loro l’accesso al mare». Proprio così, perché per raggiungere quel lembo di spiaggia bisogna attraversare i servizi esterni dell’albergo, piscina e zona relax.

«Ed è diventata un’abitudine di tutti utilizzare, senza alcun diritto, quei servizi riservati ai clienti». Inferriata sbarrata, bagnanti obbligati a far ritorno a casa e polemiche che galoppano. «In buona sostanza – dice Zani -, per garantire l’accesso a quella spiaggetta devo lasciare aperti i cancelli, compromettendo il controllo della struttura: è facile entrare e uscire dall’albergo, specie nei periodi di super affollamento. Anzi, il passaparola ha accresciuto il numero dei frequentatori, che oltre a raggiungere la spiaggia, utilizzano anche docce e piscina. A usufruire dell’accesso – continua il gestore del “President” - sono centinaia di persone attirate dai servizi gratuiti. Non siamo più nel 1990 e il numero dei bagnanti nelle nostre spiagge è decuplicato ed è impensabile che l’accesso alla spiaggia avvenga dall’interno di una struttura che non può così garantire i requisiti di sicurezza. Vanno ricercate soluzioni diverse: non v’è dubbio che il diritto alla libera balneazione non può essere scalfito, ma allo stesso tempo devono essere salvaguardate le attività imprenditoriali che ancora riescono a dare sostegno occupazionale a decine di famiglie, proprio come in questo caso». E Zani propone una sua ricetta: «Il Comune ha espropriato l’area accanto e potrebbe così garantire l’agevole accesso al mare sistemando, con una somma ininfluente, la parte terminale che immette nella spiaggia». Ma la proprietà dell’hotel proporrà anche la realizzazione di una scala che, partendo dalla strada provinciale, arrivi sino alla spiaggia. «Sono disposto a farlo anche a mie spese», dice l’imprenditore, stanco di fronteggiare la fastidiosa pratica. E aggiunge: «A giorni presenteremo le nostre richieste al sindaco e allora capiremo subito se c’è la volontà di risolvere il problema o se dovremo continuare a essere prigionieri della burocrazia».

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