Acqua alta al parcheggio Talete, proteste dei turisti alla Neapolis

La struttura nuovamente allagata L’assessore Cavarra: «Stiamo cercando le soluzioni per evitare le infiltrazioni»

SIRACUSA. Il Talete chiuso a causa del maltempo, con i vigili urbani a fare la spola per aiutare gli utenti a recuperare le proprie vetture. E poi le proteste per il parco archeologico chiuso, le strade off limits in molte zone della città, la rete fognaria saltata come in via Necropoli Grotticelle. I disagi vissuti 24 ore prima, con tetti delle abitazioni crollati, il Santuario allagato e strade inagibili si sono ripresentati dopo poche ore. Tra i problemi maggiori proprio quelli vissuti all’interno del parcheggio Talete, da sempre ”ostaggio” delle infiltrazioni d’acqua. «Mercoledì lo avevamo asciugato grazie all’intervento di un’associazione di Protezione civile - ha spiegato l’assessore comunale alla Protezione civile, Maria Grazia Cavarra - ma la pioggia di ieri notte lo ha riallagato». Per questa ragione, il Comune ha deciso di chiudere la struttura presente in Ortigia fino a quando non sarà cessato lo stato di allerta per il maltempo. Le proteste sono arrivate anche dagli utenti del parco archeologico della Neapolis. L’area archeologica, mercoledì è stata chiusa per ragioni di sicurezza dopo che un fulmine ha abbattuto un albero e che si è allagato l’Orecchio di Dioniso. «È bastata qualche ora di pioggia - ha protestato Gaspare Tararà, un designer residente a Barcellona - per causare la chiusura del parco. Centinaia di turisti sono arrivati davanti ai cancelli scoprendo che un foglietto li informava che il parco sarebbe rimasto chiuso. A me e ad altri turisti sembra l’ennesima dimostrazione di incuria e di abbandono in cui sono lasciare le bellezze di questa regione». «Abbiamo deciso di chiudere - ha spiegato la dirigente del parco archeologico, Maria Amalia Mastelloni - per garantire la sicurezza degli utenti. Dopo aver effettuato un sopralluogo abbiamo comunque riaperto alcune aree del parco». Volontari ancora la lavoro, invece, al Santuario, per cercare di ripristinare la cripta in vista. «La città ha subito cambiamenti che hanno condizionato il percorso naturale delle acque piovane - hanno detto i consiglieri di ”Siracusa protagonista” Salvo Castagnino, Simona Princiotta e Fabio Alota -. Oggi le acque trovano lungo il loro percorso molti ostacoli. E tutto ciò è amplificato dalla mancata o inefficiente manutenzione ordinaria del collettore. Questo problema non si può attribuire all’attuale amministrazione ma la giunta deve comunque affrontarlo e risolverlo». Tra le zone più colpite, come evidenziato dai tre consiglieri, c’è via Augusta «dove si concentrano le acque della zona nord». Ha chiesto interventi per viale Epipoli, Alberto Palestro di «Siracusa democratica». «Il quartiere Epipoli è una delle zone più a rischio di tutta la città - ha dichiarato Palestro -. E di certo l’installazione di transenne non può rappresentare una soluzione anche perchè gli stessi mezzi di soccorso trovano grandi difficoltà. Per questa ragione gli interventi in viale Epipoli devono essere una priorità».

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