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La tragedia di Avola, la figlia: "Se la mamma fosse stata ascoltata..."

AVOLA. ''Mamma voleva che facessi Scienze infermieristiche, ma adesso ho deciso di diventare poliziotta per difendere tutte quelle donne che non sono credute come lo e' stata lei. Non saremmo qui a piangere se la mamma fosse stata ascoltata. A che serve una legge nuova sui femminicidi se poi si viene abbandonate?''. E' lo sfogo di Desirèe, 18 anni, la ragazza alla quale lunedi' scorso ad Avola, il padre, Antonio Mensa, un gommista di 58 anni, ha ucciso la madre, Antonella Russo, di 48, davanti al fratellino di 4 anni.

La ragazza e' stata intervistata da alcuni quotidiani locali insieme alla sorella, Nancy, di 22, e al figlio che la vittima aveva avuto da una precedente relazione, Marco Ben, di 28 anni. ''Mamma - racconta Desirèe - aveva ripianato piu' volte le scoperture in banca di papà. Lei si era fidata di lui per una vita ma adesso era stanca. E nonostante tutto lui credeva che avesse qualcun altro, ma non era cosi': mamma da questa casa usciva solo con me''. Accanto a lei la sorella Nancy. ''Papa' - dice - pensava da tempo ad uccidere la mamma; venerdì mi ha anche convinta che non era poi un padre cosi' duro''.

Desirèe ha un pensiero anche per il fratellino di 4 anni. ''Stiamo cercando di aiutarlo - dice - ma lui continua a ripeterci 'Non chiedetemi nulla, non voglio parlare''. "La colpa di questa tragedia - afferma Marco Ben, il primogenito di Antonella Russo - è delle forze dell'ordine che dopo tante denunce presentata da mia madre non sono intervenute. Ha fatto decine di denunce ma tutto è rimasto fermo. L'ultima risale ai primi di questo mese. E questa tragedia si poteva evitare se fossero intervenute le istituzioni''.

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